Il Foglio propone Piero Angela come senatore a vita: "No, Grazie"

Lanciato un appello per rendere Piero Angela senatore a vita. Lui ringrazia, ma spiega perché si tratterebbe di una scelta sbagliata

Una campagna di impatto quella lanciata da Claudio Cerasa. Il direttore del quotidiano Il Foglio alcuni giorni fa affermava che Piero Angela dovrebbe essere riconosciuto per il suo valore. La sua proposta è di nominarlo senatore a vita. Il famoso giornalista ribatte, ringraziando, ma spiegando anche perché rifiuterebbe.

L’appello di Cerasa: “Che Piero Angela sia nominato senatore a vita

Il direttore del Il Foglio spiega dettagliatamente le motivazioni dell’appello. Sulla prima pagina del quotidiano che dirige ha spiegato la sua proposta: “Se l’Italia del buonsenso politico trovasse un istante, durante l’estate, per mettere a fuoco l’articolo 59 della nostra Costituzione si renderebbe rapidamente conto che in questa complicata e delicata fase in cui vive il nostro paese, tra i cittadini ‘che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario’ ce ne sarebbe uno che più di molti altri meriterebbe di essere scelto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella come prossimo senatore a vita”.


Il nome che segue e proprio quello di Piero Angela. Il giornalista è dipinto dal direttore Cerasa come una figura che: “Per una vita ha saputo stare dalla parte giusta della storia su molti temi non secondari come la giustizia giusta e la lotta per la difesa del garantismo nel nostro paese“. L’appello viene sostenuto anche dall’associazione Articolo 21: a spiegarlo un editoriale Barbara Scaramucci.

La risposta di Piero Angela: “Vi ringrazio, ma non fa per me

Dopo questa proposta, l’illustre giornalista ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera. Piero Angela spiega come dopo avere ringraziato Claudio Cerasa ha declinato la campagna. Ribadisce al contrario la sua ferma convinzione: vuole fare il giornalista e dedicarsi quindi ad un lavoro diverso. Sottolinea inoltre che negli studi sta continuando a costruire puntate dei suoi speciali: “In questo momento sono in pausa qui a Cinecittà, stiamo registrando Speciale Superquark.

Riguardo un’eventuale vita politica sostiene di essere incompatibile con le gerarchie: “Alla Rai ho rifiutato, negli anni, la direzione di un Telegiornale e di una Rete… Non sono fatto per certi ruoli. Lavoro in Rai da decenni ma non ho mai risposto alle lusinghe di tante, diverse sirene politiche. Penso di lavorare, divulgando, nell’interesse del mio Paese, con lo spirito… come si dice?… di un servitore dello Stato“. Alla politica si dedicò invece con un libro uscito nel 2011: A cosa serve la politica?. Un punto di vista divulgativo, giornalistico, adatto alla sua carriera e alla sua passione, raccontare i fatti: “Nel libro ho raccontato un fatto molto semplice. La politica, nei secoli e nei millenni, non ha mai concretamente migliorato le condizioni di vita della gente comune“.

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