Charlie Gard: rinviata decisione del tribunale su una cura sperimentale

Il caso del piccolo Charlie Gard continua, stavolta prendendo in esame delle prove riguardanti delle cure sperimentali che potrebbero salvare il bambino

Non è finito il caso del piccolo Charlie Gard. Un giudice dell’Alta Corte sta visionando nuove prove sul procedimento che ha portato alla prima sentenza. In questa nuova udienza, il 13 luglio, si ridiscuterà il caso prendendo in esame delle cure sperimentali che potrebbe aiutare il bambino di 11 mesi a vivere. Queste sarebbero state suggerite dall’ospedale del Bambin Gesù e da un’altra azienda.

Continua il processo per Charlie Gard

Il Great Ormond Street Hospital, l’ospedale in cui è ricoverato Charlie, aveva chiesto un’udienza all’Alta Corte, per la cura sperimentale che è stata proposta da diversi enti e ospedali. Tra questi anche il Bambin Gesù, che da tempo si è offerto di ospitare il bambino. Chris Gard e Connie Yates, i genitori, avevano chiesto anche loro una nuova udienza sulla cura sperimentale. Il loro legale aveva però ritenuto che fosse necessario più tempo per raccogliere il materiale, e che quindi la seduta del tribunale venisse fissata a fine luglio. La proposta non è stata accolta e l’udienza è stata fissata al 13 luglio.

La controversia del giudice

Il giudice Nicholas Francis, che ha seguito il caso dal principio, ha dichiarato: “Non ci sono persone vive che non vorrebbero salvare Charlie. Se ci sono nuove prove le sentirò“. I genitori hanno però tentato di avere un’altro giudice sul caso, proposta da lui sempre rigettata. Il suo commento è stato: “Io ho sempre fatto il mio lavoro e continuerò a farlo“.

I genitori: “Bisogna tentare”

Toccherà a loro dimostrare davanti al giudice la validità delle cure che gli sono state offerte. I legali dell’ospedale avevano tempo fa obiettato che queste non sono state sperimentate, ma si basano solo su dati di laboratorio. Connie Yates, la madre, ha dichiarato in merito: “Se c’è anche un 10 per cento di possibilità che una cura funzioni bisogna tentare. Non abbiamo niente da perdere, ha diritto a quest’ultima chance“.

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