Charlie Gard, la Corte non deciderà oggi sulla cura sperimentale

La Corte Inglese avrebbe dovuto esprimersi oggi sulla possibilità di sottoporre il bambino a una cura sperimentale

Si sta tenendo in questo momento l’udienza con la quale si dovrebbe decidere la sorte del piccolo Charlie Gard. Il Giudice Nicholas Francis ha però fatto capire che potrebbe non essere oggi il giorno della scelta definitiva: “Se ci sono nuove prove importanti che indicano che la mia decisione dovrebbe essere cambiata, allora la cambierò”. i genitori, in disaccordo con la decisione del Giudice, hanno lasciato l’aula.

Vivere o morire

Al momento, per i genitori di Charlie, Connie e Chris, l’unica speranza è che i giudici ritengano valida la possibilità della cura sperimentale nella quale la coppia ripone tanta fiducia. Per avere un’idea più chiara e definitiva, la Corte ha chiesto al Great Ormond Street Hospital di consegnare i documenti medici necessari. In un primo tempo i medici dell’ospedale inglese si erano apertamente opposti alla cura sperimentale, considerata soprattutto l’insorgenza dell’encefalopatia che avrebbe portato danni irreversibili al cervello. La cura, infatti, era stata al tempo ritenuta un accanimento terapeutico evitabile. Ora però, secondo la BBC alcuni dati ottimistici e nuovi in mano ai medici avrebbe fatto loro cambiare idea.


10% di possibilità di miglioramento

per i genitori, la speranza non è morta: loro chiaramente auspicano che la Corte prendano la decisione di dare al piccolo una nuova possibilità. Da mesi, ormai, lottano senza tregua per garantire più tempo al loro piccolo, che versa ormai in condizioni gravissime. Charlie Gard non vede, non può muovere gli arti, ha crisi epilettiche e, come è noto, respira grazie alle macchine che lo tengono in vita. un medico americano consultato dalla famiglia Gard pare abbia stimato che le cure sperimentali possano dare al bambino circa un 10% di chance che il bambino abbia miglioramenti clinici significativi. I Gard, dal canto loro, hanno chiarito di voler andare avanti: “Continueremo a spendere ogni momento a cercare di salvare il nostro caro piccolo Charlie. Lo amiamo più della vita stessa, lui sta combattendo e noi stiamo ancora combattendo”.

La cura sperimentale prevede chesi agisca tramite i precursori molecolari, gli elementi di base di cui è fatto il Dna. Tali precursori, in Charlie, funzionano male: la cura prevede che se ne usino di nuovi per assemblare il Dna, mettendo in moto un circolo virtuoso di rigenerazione cellulare. La sperimentazione per ora è ferma ai topi ed ha dato ottimi risultati, e non è mai stata provata sull’uomo: egli sarebbe il primo essere umano sul quale verrebbe sperimentata la terapia.

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