Processo Paolo Borsellino: tutti assolti dall'accusa di strage

Si torna a parlare dell'attentato in Via D'Amelio: revisione per il processo Borsellino. La Corte d'Appello ha deciso per l'assoluzione

Tutti assolti dall’accusa di strage. Questa l’imprevedibile decisione presa quest’oggi dalla Corte d’Appello di Catania. In occasione della revisione delle condanne emesse contro 9 persone in relazione all’attentato a Paolo Borsellino, la decisione è stata quella di assolvere tutti e 9 gli imputati dalla pesante accusa.

Processo Paolo Borsellino: assolti dall’accusa di strage

Si torna a parlare del tristemente celebre attentato di Via D’Amelio, avvenuto nel lontano 19 luglio 1992 in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino. Sono state riviste quest’oggi le condanne emesse a Caltanissetta a carico di 9 persone. Tutto è stato possibile solamente all’indomani di quelle preziosi confessioni giunte dal pentito Gaspare Spatuzza. Le sue rivelazioni di fatto hanno reso possibile l’assoluzione dall’accusa di strage per le 9 persone, ingiustamente coinvolte nel delitto. Tra le condanne riviste vi erano alcune che citavano l’ergastolo. Ha avuto così luogo la revisione del processo che era stata chiesta da Roberto Scarpinato.

I 9 imputati assolti per strage ma permane l’accusa di mafia

Nove persone scagionate dall’accusa grazie alle parole rilasciate dal pentito. Parliamo nello specifico di Gaetano Murana, Giuseppe Orofino, Cosimo Vernengo, Natale Gambino, Salvatore Profeta, Giuseppe La Mattina, Gaetano Scotto, Vincenzo Scarantino e Salvatore Candura. Questi i 9 uomini che, con l’odierna revisione del processo, si vedono assolti da quella pesantissima accusa che era costata ad alcuni anche la condanna all’ergastolo. Nello specifico, Salvatore Candura non venne propriamente accusato per strage ma solamente di furto dell’auto che venne poi successivamente riempita di tritolo ed usata come bomba. A loro carico dunque rimane assolutamente l’accusa di mafia fuorché per Scotto, l’unico che a riguardo rimane escluso. Indubbiamente vi sarà, da parte dei condannati, una richiesta di risarcimento per danni ma questo non avverrà prima delle formulazione delle nuove condanne. Non spetterà loro infatti più che il risarcimento per ingiusta accusa di strage; permane quella per mafia.

Presto addio segreto su gli atti di Via D’Amelio

A 25 anni dalla tragica strage di Via D’Amelio, il Csm divulga una notizia che è sicuramente destinata a non rimanere in sordina. Proprio in occasione del venturo anniversario, previsto il 19 luglio, il Consiglio superiore della Magistratura ha reso nota la volontà di voler rendere pubblici gli atti inerenti al giudice antimafia. Il volume, fin’ora conservato con cura nel caveau di Palazzo dei Marescialli, verrà esposto proprio di Csm. Una decisione che in tutto e per tutto ricalca quanto accaduto per i 25 anni della morte di Giovanni Falcone.

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