M5S: Appendino e Raggi propongono la moneta complementare

Prendendo ispirazione da altre esperienze in campo economico le sindache del M5S avanzano a Roma e Torino l'idea della moneta complementare

I tavoli di lavoro sul tema della moneta complementare si confrontano da tempo. Entro la fine dell’estate dovrebbe chiudersi l’ultimo confronto a Roma. La proposta, avanzata dalla sindaca capitolina Virginia Raggi potrebbe essere attiva entro la fine del 2017.

Cos’è la moneta complementare all’interno del progetto Fabbrica Roma

L’idea dell’utilizzo di questa forma monetaria alternativa era stata avanzata durante la campagna elettorale. Virginia Raggi, ora sindaca di Roma ed esponente del M5S, aveva intuito le potenzialità dell’idea, parlando di baratto parziale“. Ad appoggiare l’inserimento della moneta complementare, al tempo, c’era anche Silvio Berlusconi, ma solo “se c’è il controllo di BankItalia“. In questa estate capitolina si è lavorato alacremente, con tavoli di lavoro ai quali hanno preso parte diversi esperti: presente anche l’economista Nino Galloni. A spiegare nel dettaglio il progetto l’assessore al bilancio di Roma, Andrea Marzillo: “Stiamo studiando, all’interno del progetto “Fabbrica Roma”, l’introduzione di una moneta complementare per favorire le economie locali attraverso lo scambio di servizi tra aziende ma anche creando un mercato parallelo di prodotti anche per l’utenza sul territorio. Sostanzialmente non utilizzo la moneta, l’euro, ma una moneta che non è neanche elettronica, ma alternativa“.

Le altre esperienze e il lancio in Piemonte del Torino-coin

L’utilizzo della moneta complementare ha alle spalle diverse esperienze positive. Simili i progetti lanciati in Sardegna con il Sardex e nello stesso Lazio con il Tibex. Anche in nord Italia ha visto partire in Valle d’Aosta il circuito Valdex: uno strumento di pagamento parallelo che conta ad oggi alcune decine di aziende aderenti. L’idea ha preso forma anche a Torino, dove la sindaca M5S, Chiara Appendino, conferma che l’idea la moneta complementare è al vaglio. Una proposta ancora in fase di definizione, ma come spiega l’assessore all’Innovazione Paola Pisano: “Stiamo studiando dei Torino-coin. L’idea è creare una community open utilizzando la blockchain technology. Potremmo creare una sorta di rete locale, per fare da volano per piccole imprese, start-up. Bisogna allargare lo sguardo, creare sinergie dove possiamo farlo“. Per ora rimane una proposta in via di valutazione, ma si ipotizza l’inserimento della moneta complementare in un comune pilota: non Roma o Torino per ora, ma un terreno di prova per sperimentare l’efficacia della proposta.

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