Processo Yara, l'accusa: perizie "Copiate da Wikipedia"

Durante l'udienza di oggi del processo Yara, gli avvocati della famiglia Gambirasio si sono scagliati apertamente conto la difesa e gli elementi da essa portati in aula

Andrea Pezzotta e Enrico Pelillo, avvocati della famiglia Gambirasio, oggi non hanno risparmiato le accuse nei confronti della difesa di Massimo Bossetti. Molti, secondo loro, sono gli elementi claudicanti portati all’evidenza della corte, e che secondo loro sono dimostrazione di poca affidabilità dei metodi difensori degli avvocati Salvagni e Camporini.

Dimensioni errate e perizie “tratte da Wikipedia”

Ovviamente, uno degli elementi più sotto attacco è la ormai nota foto satellitare. Pezzotta ha infatti dichiarato: “Vi hanno mostrato una barretta facendovi credere che quella fosse di una lunghezza equiparabile a quella di una persona mentre era di 3-4 metri”, continuando: “Io nei processi non mi arrabbio mai ma qui mi sono arrabbiato quando si è cercato di ingannare i giudici”. Incriminate anche le slide presentate a processo dalla difesa: “Sono state fatte col sistema del copia e incolla e in questo modo riescono a parlare di 261 criticità sulla prova del Dna”.

Non solo parole contro i legali: durissime affermazioni anche in merito al perito Denti, la cui perizia è ritenuta inaffidabile. la perizia sul furgone di Bossetti, secondo loro, “è in gran parte copiata da Wikipedia”.

Ancora una volta, parere contrario a una nuova prova del Dna: “Da quello che noi abbiamo capito non è più possibile estrarre ancora del Dna dagli indumenti di Yara, perché tutto quello che si poteva utilizzare è stato già utilizzato per le estrazioni”. A tal merito, dure anche le parole del Pg Martani: “L’approccio della difesa è privo di logica e senza alcun supporto scientifico”.

Le parole di Martani: “Affermazioni lesive del mio lavoro”

Anche alcune dichiarazioni indirizzate ai legali d’accusa hanno irritato gli avvocati dei Gambirasio. In particolare sul merito è Martani a parlare, riferendosi a quando è stato detto che egli avrebbe semplicemente “eseguito un ordine di scuderia”: “Io non sono uno stalliere o un fantino o un bookmaker che trucca le corse dei cavalli. Da chi avrei preso questi ordini? Non ho vincoli di mandato, sono un magistrato e se non fossi stato convinto della colpevolezza di Bossetti avrei concluso diversamente”. L’avvocato ha anche aggiunto: “In 30 anni di professione non sono mai stato oggetto di così tanti attacchi personali come quelli che ho dovuto ascoltare da questa difesa con affermazioni lesive del mio lavoro e anche di quello del Ris”.

Lunedì si terrà l’ultima udienza del processo d’appello. A prendere la parola sarà lo stesso Bossetti, che parlerà ai giudici prima del giudizio. Non resta che attendere le sue parole.

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