I talent show e le case discografiche: le critiche ad Amici

La produzione di Amici di Maria De Filippi ha smentito tramite un post le accuse di accordi con etichette discografiche. Perché i talent show sono spesso criticati dal mondo della musica?

Venerdì 7 luglio la produzione del talent show Amici di Maria De Filippi ha smentito la presenza di vincoli o accordi di qualsiasi tipo con case discografiche e etichette. Il post è stato condiviso su Facebook ed è stato bersaglio di commenti carichi di critiche.

Le accuse ad Amici

Amici non ha nessun vincolo con alcuna casa discografica e/o etichetta. La produzione è assolutamente autonoma e indipendente dai meccanismi discografici”. Così recita il post pubblicato sulla pagina ufficiale di Amici di Maria De Filippi su Facebook. Tramite i commenti sul social i follower accusano il programma di non essere indipendente e che alcuni concorrenti siano privilegiati rispetto ad altri.

Il talent show e le case discografiche

Il talent condotto dalla De Filippi va costantemente in onda su Canale5 da 16 anni. Dal 2008 si è assistito ad una svolta, quando Marco Carta riuscì ad ottenere un contratto discografico con Warner Music. Si tratta di una delle tre più importanti case discografiche mondiali insieme a Sony e Universal. Non si sa se direttamente o indirettamente, ma la Warner è chiaro si sia interessata di Amici. Le accuse di accordi tra la produzione del programma e le etichette è stata smentita via Facebook, ma i dubbi rimangono. Ciò che insospettisce il pubblico sono proprio i contratti discografici ottenuti da tutti i vincitori del programma di Maria De Filippi, dall’edizione del 2008 vinta da Marco Carta in poi. Tra i più famosi, hanno ottenuto un contratto anche Alessandra Amoroso ed Emma Marrone.


La critica ai talent

Piero Cassano ex tastierista dei Matia Bazar e produttore di molti grandi della musica italiana, tra cui Eros Ramazzotti, è un grande critico dei talent show, da Amici ad X Factor. Secondo lui le case discografiche “sono diventate succursali della televisione” e hanno perso la capacità di scoprire artisti meritevoli. I programmi come Amici sono per Piero espressione di questo declino perché spingono le etichette a mettere sotto contratto i vincitori solo perché hanno già un ampio pubblico. Per questo motivo band e artisti da tutta Italia hanno partecipato al contest AVivavoce, ideato proprio dall’ex dei Matia Bazar e lanciato già nel 2013. È stato difficile selezionarli perché tutti molti bravi. E aggiunge: “tanti di loro hanno provato a partecipare ai vari talent show restandone inspiegabilmente fuori“.

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