Il terribile disturbo di una ragazza: "Ho 120 personalità"

Il caso di Kate Dranfield, 17 anni e 120 personalità diverse. La ragazza si è auto diagnosticata il disturbo da fantasia compulsiva che non è ancora riconosciuto dagli specialisti

Kate Dranfield è una ragazza di Buxton, cittadina inglese nella contea del Derbyshire, e si è autodiagnosticata un disturbo da fantasia compulsiva (MDD). La 17enne inglese sostiene di avere 120 personalità diverse che condizionano la sua vita di tutti i giorni. Non riesce a trovare aiuto perché si tratta di un disturbo non ancora riconosciuto dagli specialisti.

Le 120 personalità della ragazza

Kate durante il giorno si estranea dalla realtà diverse volte e vive continui sogni “ad occhi aperti”. Ogni evento dura diverse ore e ha delle conseguenze enormi sulla sua vita, specialmente nella sfera sociale. Le 120 personalità della ragazzina spaziano tra diverse età, alcune sono giovani ed altre anziane, altre ancora sono di genere diverso. Alcune etero, altre gay. Un ventaglio di figure che impediscono a Kate di vivere una vita normale. “È difficile capire chi stia pensando in un preciso momento, se sia io o uno dei personaggi. È come se entrassi in un altro mondo e vedessi tutto in terza persona” ha rivelato al Daily Mail. Una delle sue personalità si chiama Jess e si è tinta i capelli di rosso: a Kate è piaciuto, così anche lei si è tinta una volta uscita dal sogno.


La vita sociale di Kate

I sogni compulsivi di Kate possono durare diverse ore e questo influisce pesantemente sulla vita di tutti i giorni. Questi eventi le impediscono di essere in orario a tutte le lezioni a scuola e, non essendo un disturbo riconosciuto dal punto di vista medico, non può giustificare ritardi o difficoltà nello studio. Anche le relazioni sociali sono influenzate dalle diverse personalità e per Kate fare amicizia è difficile perché i suoi personaggi hanno trame e storie ricche di dettagli ed incredibilmente diverse.

Un disturbo non ancora riconosciuto

Non sono molte le persone come Kate Dranfield. Lei si è autodiagnosticata il disturbo informandosi su internet. La 17enne inglese non era riuscita a trovare aiuto dagli specialisti a cui si è rivolta, perché questa forma compulsiva non è ancora riconosciuta dalla comunità scientifica. “La ricerca è ancora alle fasi iniziali” spiega Jayne Bigelsen, una ricercatrice di New York. Lo sa bene il professor Eli Somer, docente di psicologia clinica all’Università di Haifa, ed esperto in materia. Nel 2002 aveva pubblicato sul Journal of Contemporary Psychotherapy uno studio che non venne preso in considerazione dalla comunità scientifica.

Nella sua ricerca il professore spiegava il disturbo della fantasia compulsiva come “un’attività estesa della fantasia che sostituisce interazioni umane e/o interferisce nelle funzioni interpersonali, professionali o accademiche“. “A tutti capita di sognare ad occhi aperti – spiega il professore di Haifa – Ma non si tratta del fenomeno che ho studiato: alcune persone non riescono a fare a meno di immaginarsi diversamente e si sviluppa una sorta di dipendenza dall’immagine che hanno di sé nel sogno“. Diventa una realtà nella quale la persona si rifugia perché si crea un ambiente sicuro e protetto, proprio come le 120 personalità di Kate.

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