In Thailandia esiste un'"isola della morte" in cui sono scomparsi 7 turisti in 4 anni

In Thailandia l’isola di Koh Tao è divenuta famosa per la cronaca nera, oltre che per essere un paradiso naturale. Su otto turisti stranieri scomparsi, sette sono stati trovati morti in circostanze misteriose, l’ultima pochi mesi fa

Koh Tao è stata soprannominata “l’isola della morte” dai media locali. Negli ultimi tre anni sette turisti stranieri sono stati trovati morti per incidenti o suicidi: l’ultimo caso riguarda una giovane turista belga, trovata impiccata nella giungla.

L’ultima vittima

Elise Dallemagne, 30 anni e un viaggio con lo zaino in spalla in Thailandia. Sembra una bella storia d’avventura, ma è solo l’ultimo mistero dell’isola thailandese di Koh Tao. La giovane belga infatti è stata trovata impiccata nella giungla il 27 aprile con il corpo sfigurato dalle lucertole. La polizia ha diffuso l’ultima immagine di Elise, dove la si vede camminare nella notte con uno zaino in spalla. Le indagini sono state immediatamente chiuse dopo l’autopsia che ha stabilito si trattasse senza dubbio di suicidio. Sono proprio le indagini e l’insieme dei dettagli a non convincere i media locali e la famiglia della giovane belga. La mamma Michelle non accetta le spiegazioni date dalla polizia. Esclude con ogni dubbio che Elise abbia deciso di suicidarsi e che non sia lei la ragazza della foto. “Troppo robusta” dice la signora van Egten, che ammette di avere il sospetto ci sia qualcun altro coinvolto nella vicenda.


Gli altri turisti scomparsi

La morta di Elise non è l’unica ad essere avvolta da un alone di mistero. Altri sei giovani occidentali, di cui cinque inglesi ed un francese sono morti sull’isola e le indagini della polizia sono sembrate ambigue e superficiali a molti, media locali compresi. La polizia ha infatti motivato le morti dei turisti nello stesso modo: incidente o suicidio. Eppure alcuni dettagli sembrano porre dei dubbi fondati, come il francese Povse trovato impiccato con le mani legate. O Pearson, ragazzo inglese che sarebbe caduto dalla scogliera e sarebbe morto annegato, senza riportare alcuna frattura.

I dubbi e le accuse

Mentre i familiari dei turisti si pongono incessanti interrogativi sulle spiegazioni date dalla polizia, i media locali vengono attaccati dal sindaco locale. Il Samui Times avrebbe infatti rovinato l’immagine di Koh Tao con il soprannome “isola della morte”. Certamente, la reputazione di un’isola dalle spiagge dorate, acqua cristallina e fondali da sogno non può che essere rovinata in questo contesto. Forse in futuro Koh Tao potrebbe levarsi di dosso questo soprannome se le autorità locali decidessero di approfondire indagini e ricerche chiuse precipitosamente: all’appello manca ancora una ragazza russa, dispersa da febbraio.

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