Napoli, 15enne violentata dal branco e poi insultata su Facebook

Una ragazza è stata stuprata in pieno giorno da tre coetanei, attualmente accusati di violenza sessuale di gruppo.

Nei pressi dello “scoglione” di Marechiaro, in provincia di Napoli, una studentessa 15enne è stata violentata da tre coetanei minorenni, in pieno giorno. La vicenda risale al 28 maggio scorso.

Secondo quanto raccontato, la 15enne si trovava nella spiaggia di Marechiaro con un gruppo di amici, quando è stata avvicinata da tre ragazzi minorenni poco più grandi, i quali, con una scusa, sono riusciti a condurla in una zona più isolata. Qui, è stata prima palpeggiata e, successivamente, uno dei tre avrebbe abusato sessualmente di lei.

È stata violentata da tre minorenni

Poche ore dopo l’accaduto, però, ha reso nota la violenza subita. Grazie a un’amica con cui si era confidata, è riuscita a raccontare la vicenda alla madre, mostrandole i volti degli aggressori, riconosciuti e individuati tramite Facebook.


In questo modo, la 15enne di Napoli ha denunciato lo stupro alle forze dell’ordine. Francesco Cerullo, il pubblico ministero della Procura dei Minori, ha dato subito avvio alle indagini, e dando ordine al gip di ascoltare la ragazza, durante un incidente probatorio, in modo da poter utilizzare quanto da lei detto all’interno del processo contro i tre aggressori.

La ragazza violentata, inoltre, è stata subito sottoposta ad una visita medica, compresa di un tampone vaginale, i cui risultati verranno confrontati con il campione salivare a cui è stato sottoposto, nella giornata di mercoledì 19 luglio, il ragazzo che l’aveva costretta a un rapporto sessuale completo.

Successivamente, i carabinieri hanno notificato un avviso di garanzia ai presunti autori del reato sessuale, che, attualmente, sono indagati per violenza sessuale di gruppo.

Vittima di una seconda violenza

Ma, dopo essere stata violentata, la 15enne ha dovuto fare i conti con offese e umiliazioni che gli amici e i conoscenti dei tre minorenni le hanno rivolto sui social networks. Infatti, la sua bacheca di Facebook è stata riempita di messaggi offensivi, che, addirittura, smentiscono quanto accaduto: “Ma come, prima fai e poi ti tiri indietro?”. Però, non sono mancate nemmeno le minacce di morte: “Ti picchio, ti ammazzo”.

La 15enne, comunque, è riuscita ancora una volta a denunciare l’accaduto, cancellando immediatamente i commenti sgradevoli e pubblicando un post tramite il suo account: “Siete ridicoli nel vero senso della parola, io non vi auguro assolutamente quello che è successo a me, però almeno non rideteci sopra perché ridendoci la ruota gira”.

Comunque,  in questi giorni, il legale del baby branco, l’avvocato Matteo De Luca ha, però, portato al pm dei dettagli, da lui stesso definiti “importanti”, derivanti dalla ricostruzione dei fatti da parte dei tre presunti aggressori e che non sembrano coincidere con il racconto della 15enne.

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