Accordo Libia-Italia sui migranti: il piano del governo

Libia chiede intervento navi italiane contro scafisti e Gentiloni, insieme al Ministero della Difesa, sta valutando il da farsi. Sostegno da parte della Merkel

Il primo ministro della Libia Fayez al-Sarraj ha chiesto aiuto all’Italia per contrastare il traffico di migranti dal suo Paese. Ha richiesto l’intervento di navi italiane per controllare le partenze di imbarcazioni che mettono a repentaglio la vita di migliaia di disperati in cerca di una vita migliore. Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha dichiarato: “La richiesta è attualmente all’esame del nostro ministero della Difesa, le scelte saranno valutate dalle autorità libiche e con il Parlamento italiano. Ma se valuteremo la possibilità di rispondere positivamente, come credo necessario, può rappresentare un punto di novità molto rilevante per il contrasto al traffico di esseri umani“.

La Libia disponibile a collaborare contro i trafficanti

Qualche giorno fa, a Parigi, il primo ministro al-Sarraj e il capo dell’esercito nazionale libico Khalifa Belqasim Haftar, si sono incontrati in presenza del Presidente francese Emmanuel Macron per firmare il cessate il fuoco in Libia. Lo stesso al-Sarraj ha poi incontrato a Roma Gentiloni per concordare un intervento in acque libiche e contrastare il traffico di migranti verso l’Italia. Si è trattato di un incontro che ha riconfermato il rapporto di collaborazione con la Libia e da parte di quest’ultima c’è disponibilità a lavorare con le forze italiane per coordinare gli interventi in mare e sulla terraferma. L’intervento toccherà diversi ambiti e, se confermato, potrebbe coinvolgere tra i 500/1000 militari. Il Ministro della Difesa Roberta Pinotti ha preparato una delibera che verrà esaminata domani così da accelerarne l’approvazione e iniziare ad operare il prima possibile. La Cancelliera Merkel ha confermato a Gentiloni il proprio sostegno.


Mezzi e modalità di intervento in Libia

Secondo i piani proposti per l’intervento in Libia, l’Italia metterà a disposizione una nave maggiore e alcune navi più piccole a supporto della guardia costiera libica. Non si tratterà di respingere le imbarcazioni, ma di fermarle e soccorrerle in acque libiche nel rispetto delle persone a bordo. Il ruolo delle ONG sarebbe così più defilato e ci sarebbe un controllo fin dalle partenze. Ci saranno militari italiani sulla terraferma a controllare e coordinare insieme alle autorità libiche le operazioni di controllo dei confini rafforzando il potere di intervento dello Stato. Proposto anche di attivare uffici Unhcr in cui poter presentare già in territorio libico domanda di asilo politico ed essere mandati negli Stati richiesti.

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