Tragedia in Val di Susa, sequestrato lo specchietto del furgone

Lo specchietto è stato trovato sull’asfalto, nel luogo in cui probabilmente è stato urtato dal pugno del motociclista

È stato ritrovato lo specchietto del furgone che, nella rotonda di Condove, lungo la statale 24 di Val di Susa, ha travolto la moto di Matteo Penna e ucciso sul colpo Elisa Ferrero, la fidanzata del motociclista. Il veicolo era guidato da Maurizio De Giulio, il quale, secondo le ricostruzioni, avrebbe inseguito e, successivamente, investito i due ragazzi.

Per questo motivo, il 50enne, che, inoltre, ha riportato un livello di tasso alcolemico di due volte superiore al limite consentito, è stato immediatamente arrestato e si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

Ritrovato nella statale di Val di Susa

Lo specchietto del furgone è stato ritrovato dai carabinieri sull’asfalto della statale 24 di Val di Susa, proprio nel luogo in cui è stato urtato dal pugno di Matteo Penna.


Il 50enne Maurizio De Giulio, fin dall’inizio, ha sostenuto di non aver avuto l’intenzione di investire o di uccidere i due ragazzi, ma di essere intenzionato esclusivamente a leggere la targa della moto Ktm 690. Infatti, sembrerebbe che il furgone avesse tagliato la strada al motoveicolo e che Penna avesse dato un pugno allo specchietto retrovisore per manifestare la sua disapprovazione. Per questo motivo De Giulio ha sempre dichiarato: ”L’ho inseguito, è vero, ma soltanto perché volevo prendere il numero di targa”.

Non cambia la situazione di De Giulio

In realtà, dalle immagini delle telecamere presenti in una fabbrica che si affaccia sulla rotonda di Condove, viene visto il furgone inseguire i motociclisti per quasi un chilometro, fino al terribile schianto. Il 50enne ha anche dichiarato di aver cercato di frenare, ma ciò non è stato confermato né dal video delle telecamere né dalla perizia proveniente dall’ingegnere incaricato.

Per queste motivazioni, nella giornata di ieri, lunedì 31 luglio, la pm Paola Stupino ha disposto il sequestro dello specchietto del furgone di De Giulio, rinvenuto, però, il 19 luglio, proprio alcuni giorni dopo l’incidente. Questo reperto potrebbe, pertanto, confermare la versione dei fatti dichiarata da Maurizio De Giulio, anche se, comunque, ciò non potrebbe cambiare la situazione del 50enne.

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