Boeri: “Pagare la 14esima ai pensionati italiani residenti all’estero è un’anomalia"

Tito Boeri ha parlato di pensioni durante un'audizione al Senato davanti al Comitato per le questioni degli italiani all'estero 

Tito Boeri, presidente dell’Inps, è tornato a parlare di pensioni concentrandosi su quelle degli italiani residenti all’estero. Queste secondo lui sarebbero un danno per l’economia italiana e un alleggerimento per i Paesi all’estero.

Le pensioni all’estero

Pagare le prestazioni assistenziali, come la 14esima, ai pensionati italiani residenti all’estero è un’anomalia che ci porta ad alleggerire i costi sociali di altri Paesi“, spiega Boeri durante il suo intervento. “Il nostro Paese, nel rispetto delle norme nazionali e internazionali, ogni anno eroga a residenti all’estero oltre ai trattamenti di tipo previdenziale anche prestazioni assistenziali, quali integrazioni al trattamento minimo e maggiorazioni sociali a somma aggiuntiva, come la 14esima che sono interventi tipicamente erogate dal Paese di residenza. E questa è anomalia che ci porta ad alleggerire conti pubblici, i conti della protezione sociale di altri Paesi“.


La 14esima nel Paese in cui si è residenti

La domanda è quindi perché sobbarcarsi il costo della 14esima quando potrebbe farlo il Paese in cui si è residenti. “Viene da chiedersi dunque perché noi dobbiamo agire diversamente da quanto fanno altri Paesi che normalmente forniscono prestazioni assistenziali solo per residenti in quei Paesi. Quando noi interveniamo in questo modo in altri paesi che hanno dei minimi vitali, Germania ma anche Australia e Usa, succede che noi, di fatto, alleggeriamo i conti delle prestazioni sociali di altri Paesi essendo l’Italia peraltro un Paese che ancora non è dotato di un sistema di assistenza sociale di base adeguato, cioè universale“.

I costi

Per chiarire meglio quali siano i costi Boeri spiega che: “sono state erogati all’estero complessivamente nel 2017, circa 35,6 milioni di euro con un incremento di 20 milioni, cifra dunque più che raddoppiata rispetto al 2016“. Cifre non indifferenti che spiega: “Destiniamo dunque alle prestazioni assistenziali all’estero, non coperte da contribuzione, somme non irrilevanti”. Cosa fare allora? La soluzione sarebbe lasciare che se ne occupino i Paesi in cui si ha la residenza.

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