Trovato legato al sedile dell'auto, muore a soli 6 mesi

Ha abbandonato il figlio di 6 mesi senza né cibo né acqua per giorni, lasciandolo morire legato al sedile della sua automobile

Lovily K. Johnson è una giovane madre statunitense di 22 anni, originaria del Michigan, arrestata in quanto accusata di aver causato la morte del figlio legandolo al sedile di un’auto e lasciandolo per giorni senza acqua e senza cibo.

Lega il figlio Noah di soli 6 mesi al sedile della sua auto per giorni

Le motivazioni che hanno spinto Lovily K. Johnson, 22 anni, a legare il figlio Noah Edward Johnson di soli 6 mesi non sono ancora chiare alle autorità. La donna ha legato al sedile della sua auto – posta all’interno della sua casa – il figlio, negandogli per diversi giorni cibo e acqua e lasciandolo quindi morire di fame e di sete.

Il bimbo era deceduto da giorni

Il tragico evento è accaduto nello stato del Wyoming. Quando il piccolo Noah è arrivato in ospedale, purtroppo, era già troppo tardi. I medici si sono infatti resi conto che il bimbo era deceduto alcuni giorni prima. Sono state le indagini effettuate dalla polizia a dimostrare ciò che Lovily aveva fatto al figlio, ovvero l’averlo privato di cibo e acqua per 4 giorni, provocandone la morte. Il detective Robert Meredith ha spiegato: “All’arrivo in ospedale, Noah era chiaramente deceduto da giorni. Lovily K Johnson ha ammesso che il figlio era sotto la sua tutela e nessuno si è curato di lui per 4 giorni, dichiarando persino di essere a casa in quel periodo. Intenzionalmente, ha dunque deciso di privarlo di cibo ed acqua”.


La dichiarazione della madre di Lovily K. Johnson

Le ragioni che hanno spinto la madre del piccolo all’atroce gesto sono ancora sconosciute. La sorellina di Noah, di appena 2 anni, è stata adesso affidata ai servizi sociali ed allontanata dalla madre. Pare che Lovily K. Johnson fosse già nota alle autorità per via di piccoli reati commessi in passato. La madre di Lovily avrebbe persino dichiarato che la figlia avrebbe seguito per un lungo periodo un percorso terapico per superare diversi problemi psichici di cui soffriva. La donna ha anche sottolineato che molto probabilmente se le autorità fossero intervenute prima – magari togliendole i figli – tutto questo si sarebbe potuto evitare.

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