Spuntano nuove tracce nel caso di Vincenzo, ci sarebbero complici

La ricostruzione dell'omicidio di Vincenzo Ruggiero finora raccontata potrebbe non essere completa. Le indagini continuano, cercando di capire come siano effettivamente andate le cose: Ciro Guarente aveva complici?

Un movente di tipo amoroso, quello dell’omicidio di Vincenzo Ruggiero. Almeno fino ad oggi. Nelle ultime ore la ricostruzione effettuata dagli inquirenti è stata rivista: se finora il colpevole sembrava essere solo uno, Ciro Guarente, la trama adesso si infittisce: il macabro smembramento del corpo potrebbe infatti essere avvenuto con l’aiuto di un complice. Convocata in queste ore Heven Grimaldi, oggetto della gelosia che ha scatenato l’omicidio.

Che ci sia un complice nell’omicidio di Vincenzo?

La vicenda ricostruita finora vede coinvolti la vittima, il carnefice e l’oggetto della lite. Vincenzo Ruggiero, attivista gay di 25 anni, è stato ucciso lo scorso 7 luglio: durante un litigio dovuto alla gelosia, avvenuto nella casa dove viveva con l’amica Heven, il fidanzato di lei, Ciro Guarente, lo avrebbe spinto; la caduta seguita da un colpo alla testa avrebbe causato la morte del giovane. Questo quanto appurato finora dagli inquirenti, e confermato poi da Ciro.


Il cadavere del ragazzo sarebbe stato portato fuori dall’abitazione di Aversa: dopo avere decapitato il corpo e segato il braccio sinistro, l’assassino avrebbe stipato i resti in una valigia. Contrariamente a quanto dichiarato durante l’interrogatorio, il corpo è stato nascosto poi in un garage: lo spazio, affittato dal 6 luglio, ha accolto i resti del corpo bruciato con acido cloridrico e parzialmente murato. Ora però inquirenti si chiedono se con Ciro, al momento dell’occultamento del cadavere  vi fosse un complice. Il ritrovamento è avvenuto in via Scarpetta a Ponticelli; come dichiarato dagli uomini delle forze dell’ordine: “La puzza che proveniva dal garage era insopportabile”

I messaggi poco chiari di Heven, forse si apre una nuova pista

In questa ricostruzione però, gli investigatori riscontrano alcune lacune. Molti dubbi ruotano attorno alle dichiarazioni di Heven Grimaldi, oggetto della lite mortale. La compagna di Ciro stava ospitando l’amico Vincenzo, ma al momento del litigio era fuori città. Al rientro, avvenuto il giorno successivo all’omicidio, ha notato degli asciugamani sporchi. In questo particolare le indagini si incagliano: possibile che, dopo la morte di Vincenzo, non ci fossero altre tracce della colluttazione e della sua morte nell’abitazione? Secondo quanto detto da Ciro, il corpo è stato smembrato proprio in casa. I filmati che lo immortalano allontanarsi con la grossa valigia confermerebbero il fatto.

Anche l’uso di acido cloridrico è ipoteticamente avvenuto all’interno dell’appartamento. Quanto dichiarato da Heven risulta quindi sospetto: la fidanzata trans di Ciro non avrebbe notato alcuna macchia di sangue e nemmeno il pungente odore di acido. La ragazza è intanto chiusa in silenzio stampa da 3 giorni, anche se in queste ore gli investigatori proveranno a interrogarla di nuovo e chiarire diversi dubbi. Tra gli altri sospetti anche un sms inviato a Ciro la sera dell’ammissione di colpa: “Mi hai mentito fino alla fine“. Ora, il corpo di Vincenzo rimane in attesa dell’autopsia, che verranno effettuati dal noto medico Antonio Palmieri.

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