Il Triangolo delle Bermude: mistero o spiegazione scientifica?

Il Triangolo delle Bermude è una delle aree più misteriose del mondo. Reso famoso dal libro di Berlitz, il mito è stato spiegato da giornalisti e scienziati

L’isola di Gran Bermuda, Puerto Rico e la punta meridionale della penisola della Florida delimitano una delle aree più famose e misteriose al mondo: il Triangolo delle Bermude. La cultura di massa ha alimentato le credenze di quanto descritto dall’autore Charles Berlitz, ma alcune ricerche smontano il mito.

Il mistero del Triangolo delle Bermude

Nell’elenco mondiale dei misteri insoluti, quest’area occupa un posto conturbante e quasi incredibile. Generalmente menzionato come il Triangolo delle Bermude, è il luogo dove più di 100  aeroplani e navi sono letteralmente svaniti nel nulla”. Così lo descrive Charles Berlitz nel suo libro Bermuda, il triangolo maledetto, pubblicato nel 1974. Il mistero del Triangolo maledetto avrebbe però origini negli anni ‘50, quando Edward Van Winkle Jones pubblicò un articolo per Associated Press, seguito negli anni successivi dall’articolo di George Sand Sea mystery at our back door. Il pubblico americano cedette facilmente alle lusinghe di una storia affascinante e spesso raccontata insieme ad altri misteri: gli ufo, l’area 51 e le teorie del paranormale. Il mito negli anni ’70 era già conosciuto in tutta America,  ma con il libro di Berlitz crebbe la sua popolarità fino a diventare una storia di fama mondiale.

Il mito costruito a tavolino

Ogni scritto che pretende di raccontare la realtà dovrebbe avere una fonte verificabile e attendibile. Ed è proprio ciò che venne studiato l’anno successivo alla pubblicazione di Berlitz: il giornalista David Kusche analizzò le informazioni scritte da Berlitz e pubblicò un libro nel quale “smontava” l’impalcatura di fantasia costruita intorno al mito del Triangolo delle Bermude. In The Bermude Triangle Mistery: Solved, Kusche cercò informazioni su tutte le navi e gli aeroplani scomparsi citati da Berlitz nel suo libro e arrivò alla conclusione che il mito fosse stato letteralmente costruito dall’autore di Bermuda, il Triangolo maledetto. Solamente una piccola parte delle oltre cento navi e aerei citate nel libro di Berlitz erano infatti realmente scomparsi nell’area tra le isole Bermude, la Florida e Porto Rico. Il reale numero di sparizioni dell’area era poi risultato equiparabile a quello di molte altre rotte marine e aeree. Il resto delle navi e aerei citate da Berlitz scomparvero a centinaia di chilometri di distanza dalla zona, se non migliaia: il più eclatante tra i casi citati è una nave che era scomparsa al largo dell’Irlanda. Così è stato costruito un mistero che non esiste.

Mistero del paranormale o razionalità scientifica?

Nonostante Kusche dimostrò già negli anni ’70 come il mito del Triangolo delle Bermude fosse una costruzione fantasiosa, il mito non ha perso il suo fascino e ha continuato ad alimentare passioni e dubbi di curiosi. Il mistero tuttavia non convince la comunità scientifica, schierata apertamente contro i fenomeni delle pseudoscienze. In tutto il mondo sono numerose le iniziative scientifiche che smontano i falsi miti e le teorie del complotto. In Italia il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (CICAP), nato nel 1989 su iniziativa di Piero Angela, promuove la cultura e la ricerca della verità scientifica, spesso messa in ombra da notizie infondate e vere e proprie truffe. Il CICAP ha affrontato il mistero del Triangolo delle Bermuda, rimandando al lavoro svolto da Kusche. La spiegazione del mistero? “Non c’è nessuna spiegazione perché non c’è nessun mistero da spiegare” scrive Massimo Polidoro sul sito del CICAP. Sia le statistiche dei Lloyd’s di Londra che i dati della Marina statunitense non indicano una maggiore quantità di reali incidenti nel Triangolo delle Bermude. Inoltre, tutte le scomparse avvenute non sarebbero così misteriose: la causa principale sarebbero le condizioni climatiche avverse dell’area.

La scoperta delle “bombe d’aria”

Due ricercatori americani, Randy Cerveny dell’Arizona University e Steve Miller della Colorado University, hanno trovato una nuova soluzione al mistero del Triangolo delle Bermuda. Lo studio è stato effettuato analizzando immagini e dati satellitari. Nell’area delle isole Bermude e sui mari irlandesi si formerebbero fortissimi venti in grado si soffiare fino a 270 km/h. La particolarità di queste “bombe d’aria” è l’aumento di potenza quando, toccando la parte inferiore delle nubi, si raffreddano velocemente e scendono improvvisamente in verticale, generando onde enormi. Venti e onde abbastanza potenti da rovesciare una nave o impedire agli aerei di volare.

La tesi di Nesterov

Anatoli Nesterov, ricercatore in Siberia dell’Accademia delle Scienze Russe, ha avanzato l’ipotesi che sul fondale dell’oceano in prossimità del Triangolo delle Bermude si possano creare delle bolle d’aria, originate dalla fuoriuscita di metano dalla crosta terrestre. Si tratta di un fenomeno già studiato nel Mare di Barents dai ricercatori della Arctic University di Norvegia. Queste enormi quantità di gas risalirebbero a grandi velocità in superficie creando una sorta di eruzione d’aria, simile alle eruzioni vulcaniche, originando a vortici d’acqua di grandi dimensioni.

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