Stati Uniti contro Corea: "Non è da escludere una guerra preventiva"

È il Consigliere per la sicurezza Nazionale McMaster a comunicare che Trump non potrà tollerare minacce da parte della Corea contro gli USA: "Dobbiamo calcolare tutte le opzioni, inclusa quella militare"

Si fa sempre più alta la tensione tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord: nonostante le sanzioni internazionali e gli ammonimenti dell’Onu, Kim Jong-Un ha continuato negli scorsi mesi i suoi test balistici. Gli USA decidono di non restare a guardare e fanno sapere che, in caso di necessità, sono pronti a una guerra “preventiva” per evitare che la Corea possa minacciare l’America dall’altra parte del Pacifico.

Gli Stati Uniti e la guerra contro la Corea

Prevenire è meglio che curare: sembra questa la massima che spinge gli Stati Uniti a tutelarsi nei confronti di una Corea del Nord che continua imperterrita a mostrare i muscoli con i suoi test missilistici. Per contrastare una minaccia sempre più concreta e quanto ma prevedibile, gli USA fanno sapere che a mali estremi saranno ben propensi ad imbarcarsi in una “guerra preventiva”. A comunicarlo è H.R. McMaster, Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, durante un’intervista a Msnbc. La presa di posizione degli americani avviene dopo gli ultimi due test missilistici realizzati da Pyongyang nelle scorse settimane.


Rispondendo alle domande di un giornalista, McMaster non ha usato mezzi termini: “Mi state chiedendo se stiamo mettendo a punto i piani per una guerra preventiva, giusto? Una guerra che impedirebbe alla Corea del Nord di minacciare gli Stati Uniti con l’arma nucleare”.

“Trump non tollererà che la Corea minacci gli USA”

Una volontà, stando alle parole del Consigliere, dettata da Trump in persona: “Il presidente è stato molto chiaro su questo: ha detto che non tollererà che la Corea del Nord sia capace di minacciare gli Stati Uniti, nel caso in cui dispongano di armi nucleari che possano minacciarli. Dal punto di vista del presidente è intollerabile. Quindi, naturalmente, dobbiamo calcolare tutte le opzioni per farlo. E questo include l’opzione militare”. 

Tutto ciò avviene mentre il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha votato per l’approvazione di nuove sanzioni, più dure, contro la dittatura nord-coreana, volte a limitare in maniera ancora più decisiva gli scambi commerciali e gli investimenti per il regime di Kim Jong-Un.

Le sanzioni andranno a infierire sulle esportazioni di ferro, carbone, pesca e che influiranno in negativo sui guadagni della Corea del Nord, per una perdita stimata intorno al miliardo di dollari in un anno. Ma non solo gli Stati Uniti usano toni forti per ridimensionare la Corea del Nord: la Cina, con il ministro degli Esteri Wang Yi, in occasione di un summit dei paesi del Sud-Est asiatico a Manila, nelle Filippine, ha esortato il ministro degli esteri nord-coreano, Ri Yong Ho a rispettare le risoluzioni Onu, smettendo di provocare per “fermare le crescenti tensioni”.

 

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