Errani: "Non ho mai assunto nessuna sostanza proibita"

Caso doping, dopo essere stata trovata positiva ai test antidoping, la tennista Sara Errani replica alle accuse

Sara Errani si difende. Dopo che nel pomeriggio è stato reso noto che l’atleta è risultata positiva ai test antidoping, la tennista ha replicato tramite Twitter e ha cercato di dare una spiegazione.

La replica della Errani

Squalificata per due mesi, Sara Errani è costretta a cercare di chiarire la sua posizione e lo fa tramite Twitter: “In seguito ad un controllo delle urine effettuato il 16 febbraio scorso, fatto mentre mi trovavo a casa dei miei genitori, sono stata trovata positiva al Letrozolo, una sostanza che è sulla lista proibita del programma antidoping Wada. Non ho mai assunto, nella mia vita e durante la mia carriera, nessuna sostanza proibita.

Poi continua: “Dal primo giorno che sono diventata professionista ho sempre seguito puntigliosamente il programma Wada; non ho mai chiesto una deroga, neppure quando ne avrei avuto bisogno perché malata. Questa sostanza è tuttavia presente nel Femara, un medicinale che mia madre assume giornalmente dal 2012 a scopo terapeutico, in seguito ad un intervento chirurgico subito per un tumore al seno, ed è quindi presente fra le mura domestiche“.

La presenza del farmaco

La sostanza a cui è stata trovata positiva quindi è sempre presente in casa: “Questo medicinale è molto pericoloso per la salute. Assieme ai miei famigliari abbiamo pensato e ripensato, cercando di capire come possa essere successa questo tipo di contaminazione, dato che sono sicura al 100% di non aver assunto una pastiglia per errore. L’unica ipotesi percorribile è stata quella di un accidentale contaminazione del cibo consumato all’interno della nostra casa. Questa ipotesi è stata ulteriormente confermata da un test sui capelli. Mi sento estremamente frustrata ma posso solamente cercare di essere forte ed aspettare che questo periodo arrivi a conclusione. Sono molto arrabbiata ma allo stesso tempo in pace con la mia coscienza, assolutamente consapevole di non aver fatto nulla di male e di non aver commesso nessuna negligenza nei confronti del programma anti-doping“.

Aggiungi un commento