Cheerleader accusata di omicidio: "Sono innocente"

Brooke Richardson, la cheerleader 18enne accusata di aver bruciato e sotterrato il suo neonato, si è dichiarata innocente

Si è presentata in aula lunedì Brooke Skylar Richardson, la cheerleader di Carlisle, Ohio, accusata di aver assassinato il suo stesso neonato il maggio scorso. Le accuse a cui deve rispondere la diciottenne, accompagnata dai legali e dai genitori, sono gravissime: omicidio colposo, messa a rischio di minore, manomissione di cadavere. Per ciascun capo d’accusa, l’imputata si è dichiarata innocente.

Lo sconcertante ritrovamento

È il 14 luglio quando la polizia di Carlisle riceve una segnalazione dal medico di Brooke su un possibile parto non dichiarato. Non ci vuole molto prima che i resti di un neonato vengano rinvenuti nel giardino della casa dei Richardson. Il bambino, nato con tutta probabilità vivo tra il 6 e il 7 maggio, era stato bruciato e sotterrato. Secondo il pubblico ministero, David Fornshell, lo stato di decomposizione del piccolo cadavere non permetterà agli specialisti di scoprire le cause effettive della morte del neonato. Il DNA pare sia sufficiente però per identificare l’identità del padre del bambino, che attualmente non è stato rivelato.


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La casa dei Richardson dove è stato trovato il cadavere del neonato (Foto DailyMail)



Questione di apparenze

L’accusa ritiene che Brooke Skylar Richardson abbia “intenzionalmente causato la morte del bambino“. La giovane mamma sarebbe stata spinta a commettere il presunto omicidio dalla vergogna di dover rivelare la gravidanza alla comunità. “Skylar e la sua famiglia, in modo particolare sua madre, sono ossessionate dall’apparenza e da come le cose appaiono al mondo esterno – ha dichiarato il pubblico ministero – se i membri della comunità avessero scoperto della gravidanza, nonché del parto della figlia dei Richardson, sarebbe stato inaccettabile per loro“.

La difesa della cheerleader: “È una brava ragazza”

Dal canto suo la difesa ha ribadito l’estraneità della diciottenne ai fatti, descrivendola come una “brava ragazza“, appena diplomata e che vorrebbe essere ammessa all’Università di Cincinnati questo autunno. Brooke Skylar Richardson è stata quindi messa agli arresti domiciliari, monitorata dal braccialetto elettronico, dopo aver pagato una cauzione di 50mila dollari.

Le indagini ora si stanno concentrando sulla ricerca di qualcuno che fosse a conoscenza dell’accaduto o addirittura che sia stato connivente nell’omicidio del neonato.

 

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