Motociclista investito a Condove: amici riuniti per farlo uscire dal coma

A distanza di un mese dall’incidente, Matteo Penna non è ancora uscito dal coma, ma inizia a reagire agli stimoli.

Il 9 luglio scorso, il motociclista Matteo Penna e la fidanzata Elisa Ferrero, che si trovavano a bordo della loro moto, sono stati investiti dalla Ford Transit, su cui viaggiava Maurizio De Giulio assieme alla compagna e una delle figlie.

L’incidente, avvenuto nella statale 24 di Val di Susa, precisamente nella rotonda di Condove, ha provocato la morte di Elisa, una giovane pediatra di soli 26 anni. Il ragazzo, invece, è stato trasportato d’urgenza in ospedale.

Il motociclista è in uno stato di torpore

A causa delle gravi lesioni subite, il 29enne Matteo Penna è stato, fin dal suo arrivo presso la struttura sanitaria del Cto di Torino, è stato intubato e sottoposto a un coma indotto. Da qualche settimana, però, i medici hanno fatto cessare la somministrazione dei farmaci necessari a fargli mantenere lo stato vegetativo. Infatti, il motociclista, che non risulta più essere in uno stato di coma profondo, ma in un torpore costante, sta iniziando a reagire ai primi stimoli.


Per questo motivo, gli amici del ragazzo, da almeno due settimane, stanno facendo i turni per potergli stare sempre vicino e stimolarlo con la loro voce. Tuttavia, Matteo è ancora all’oscuro della tragedia che ha portato via la sua fidanzata Elisa. Sotto consiglio degli psicologi, infatti, nessuno fa riferimento a quanto accaduto, quando si trova in sua presenza.

Purtroppo, pur avendo subito un trauma cranico e un trauma toracico, non si può ancora dire se l’incidente abbia provocato dei danni permanenti: essi potranno essere valutati solo al suo risveglio.

De Giulio resta in carcere

Nel frattempo, nonostante sia stato disposto il sequestro dello specchietto della sua auto, il 50enne Maurizio De Giulio continua a restare in carcere con l’accusa di omicidio. Secondo quanto riferito dalla Procura, in base a quello che è stato raccontato da un testimone oculare dell’incidente, si ipotizza che De Giulio abbia volontariamente investito il motociclista e la ragazza, a causa di un battibecco dovuto a una mancata precedenza.

Gli avvocati del 50enne, Marco Moda e Vittorio Nizza, hanno però portato una nuova ricostruzione della dinamica della vicenda. Infatti, l’elettricista ha sempre dichiarato di non aver avuto l’intenzione di provocare l’incidente, ma di essersi avvicinato alla moto per leggere la targa.

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