Vincenzo Ruggiero: quel messaggio post morte per depistare le indagini

Ciro Guarante continua a celarsi dietro il suo muro del silenzio. Intanto un amico con cui Vincenzo aveva appuntamento la sera della tragedia avanza una nuova ipotesi

È stato invitato un sms dal cellulare di Vincenzo Ruggiero, il giorno della sua uccisione. Ma le tempistiche non tornano, ed è su questo che stanno lavorando gli investigatori. Stando agli orari riportati sul telefono, al momento in cui questo messaggio è stato inoltrato, Vincenzo era già morto.

Allora chi ha inviato quel messaggio? Facile pensare che si possa trattare di una manovra, da parte dell’assassino di depistare le indagini. Intanto Ciro Guarente, l’unico uomo accusato dell’assassinio di Vincenzo Ruggiero, in galera si è barricato dietro un assordante silenzio.

La testimonianza di F.

A ricevere l’sms inviato dalla vittima è stato un suo carissimo amico, F. I amici avrebbero dovuto incontrarsi quella stessa sera, per festeggiare un importante successo lavorativo di Vincenzo. Poi, poco prima dell’appuntamento, Ruggiero scrisse ad F. “Amica, mi dispiace, ho avuto un contrattempo di lavoro“. Ad F. quel messaggio è suonato strano sin dal primo momento, sia per lo stile che per il contenuto.


Era il 7 luglio, e quello fu l’ultimo contatto di Vincenzo Ruggiero. Poi l’inspiegabile scomparsa. F., però, ancora una volta mise in dubbio la teoria corrente, ovvero quella della fuga volontaria, avanzata in un primo momento per spiegare l’improvvisa sparizione di Ruggiero. “Questa settimana avrebbe dovuto firmare il contratto che tanto attendeva scriveva l’amico F. su Facebook, il 13 luglio. “Quello per il quale noi venerdì, giorno della sua scomparsa, avremmo dovuto festeggiare. Avevamo organizzato questo appuntamento da una settimana, la mattina del venerdì in un messaggio vocale mi sottolinea di non dimenticarmi del nostro appuntamento. Per noi era importante vederci”. Poi conclude: “Se una persona ha preventivato la fuga, non si organizza fino a due ore prima con il suo migliore amico. Non puoi dalle 17 alle 20 decidere di riprogrammare una esistenza, non così. Non avrebbe avuto senso“.

Le tempistiche non quadrano

Sulla base di questi dubbi sta indagando la criminologa Alessandra Sansone. L’esperta ritiene che sia praticamente impossibile che quel messaggio l’abbia inviato Vincenzo. Anzitutto è una questione di tempistiche: stando alle analisi il delitto si è consumato tra le 17 e le 20 di quel 7 luglio. L’sms, invece, è stato inviato alle 20.04, quando tutto era già successo.

A gettare ulteriori sospetti sulla probabilità che Vincenzo non sia l’autore del messaggio, il registro utilizzato nell’sms. Sansone ritiene che lo scambio di messaggi tra Vincenzo e F. facesse uso di uno slang smart, cosa che non si riscontra nell’ultimo sms. E poi, precisa l’esperta, i due si chiamavano “amika” (al femminile e con la k), mentre nel famoso messaggio questa forma non viene rispettata. “Per noi quel messaggio è stato inviato dopo l’omicidio, con lo scopo di depistare gli inquirenti già da subito” conclude la Sansone.

Ora non resta che confrontare il tutto con le indagini dei Carabinieri di Aversa diretti dal Maggiore Antonio Forte e dal tenente Flavio Annunziata, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, che evidenzieranno gli spostamenti consultando le celle d’aggancio. Nel frattempo però gli inquirenti sono ancora alla ricerca dell’arma del delitto. Guarente, il killer, nella sua dichiarazione asserisce che la morte di Vincenzo sia sopravvenuta in seguito ad una collutazione: il ragazzo ha battuto la testa contro lo spigolo di un mobile ed è morto. In realtà, sul cadavere sono stati trovati due colpi di pistola.

Il silenzio di Ciro Guarente

Quanto all’assassino, Ciro Guarente, reo confesso dell’omicidio, si trova al momento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Aversa). Tuttavia l’uomo non si pronuncia, in queste settimane di indagini serrate e ferventi. Ha deciso di non rilasciare altre dichiarazioni, dopo la confessione distorta, rilasciata dopo l’omicidio (l’uomo aveva asserito di essersi sbarazzato del cadavere in un modo completamente diverso).

Ora, dopo un periodo di isolamento, il killer ha l’opportunità di incontrare la famiglia. Stando alle fonti, pare che Guarante continui a chiedere di Heven Grimaldi, il trans di cui è innamorato e per il quale ha ucciso e smembrato Vincenzo.

 

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