Roberta Ragusa: la testimonianza su dove Logli potrebbe aver nascosto il cadavere

Il corpo di Roberta Ragusa potrebbe trovarsi in un terreno vicino all'abitazione di Logli. Una testimonianza potrebbe riaprire le ricerche

Il processo sulla scomparsa di Roberta Ragusa si è concluso con la sentenza per il maritoAntonio Logli, a 20 anni di carcere. L’uomo è stato condannato per omicidio volontario ed occultamento di cadavere. Il corpo della donna, infatti, non è mai stato trovato. Ora, una nuova testimonianza riportata in esclusiva da Giallo potrebbe riaprire le ricerche. L’Associazione Penelope si è fatta portatrice della richiesta alla Procura che si ricominci a cercare Ragusa.

Si continui a cercare Roberta Ragusa

La richiesta viene dall’Associazione Penelope, che si occupa dei parenti delle persone scomparse. Dopo la testimonianza, riportata in esclusivo da Giallo, di un vicino di Antonio Logli, potrebbero esserci gli elementi per riaprire le ricerche. Anche i familiari di Roberta Ragusa sono schierati per continuare a cercare il corpo della 45enne. “L’obiettivo primario è trovare quel che resta della nostra povera Roberta. Questa è la cosa che ci preme di più, anche perché mia cugina è stata uccisa e il suo corpo nascosto chissà dove”, dichiara Maria Ragusa.


La testimonianza del vicino di casa

Roberto Costa abita poco distante dalla casa di Logli. L’uomo è stato sentito dagli investigatori nel marzo 2012, ma la sua testimonianza non è stata all’epoca ritenuta rilevante. Costa racconta che “conosco Antonio Logli da vecchia data, da circa 40 anni, e con lui ho trascorso tutta l’adolescenza per poi allontanarci quando lui si è fidanzato proprio con Roberta Ragusa”.

Di fronte alla casa di Costa c’è un piccolo appezzamento di terra di proprietà di Antonio Logli. L’uomo non ha notato niente di particolare, “ma mia madre, che ha 78 anni e vive al piano superiore del mio stesso stabile, mi ha confidato che il giorno 14 gennaio del 2012, verso le 17, mentre si trovava nel mio cortile, ha visto Antonio Logli e il padre Valdemaro entrare entrambi nel citato appezzamento”.

Niente di strano, se non fosse che Logli non entrava quasi mai in quel terreno. L’ultimo avvistamento di cui si ricorda Roberto Costa risale all’estate precedente. Quel giorno però, “dopo essersi recati lungo il perimetro che costeggia l’abitazione di un vicino, giunti alla fine dell’appezzamento, sono tornati indietro e usciti dal cancello”.

I cani molecolari

Antonio La Scala, avvocato e presidente dell’Associazione, ha richiesto, alla luce di questa testimonianza, che si riprendano le ricerche del corpo in quei terreni. “I cani molecolari rappresentano, in tema di ricerca di cadaveri o resti cadaverici, lo strumento più valido da utilizzare”, spiega La Scala.

Gli stessi cani molecolari che, come ha spiegato lo stesso Logli in un’intervista a Chi l’ha visto?, hanno fiutato una pista a ridosso dei terreni vicini alla casa. La Scala conclude: “Per i familiari è importantissimo trovare almeno i resti della loro congiunta. Noi siamo convinti che il cadavere della signora Ragusa si possa trovare nei terreni adiacenti all’abitazione di Antonio Logli”.

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