Matteo Penna sveglio dal coma: "Non gli è stato comunicato che Elisa non c'è più"

Matteo Penna, quasi ucciso nell'inseguimento di Condove, Val di Susa, è uscito dal coma. Per i genitori e gli amici è la fine di un incubo

Matteo Penna, il giovane ingegnere informatico vittima dell’inseguimento in Val di Susa, si è svegliato dal coma. Per i genitori è la fine dell’incubo, il 29enne, dicono i medici, si riprenderà. A Penna non è stata ancora comunicata la morte di Elisa Ferrero, la sua fidanzata. Nonostante abbia chiesto di lei appena sveglio, la notizia non gli verrà resa nota finché le sue condizioni non miglioreranno.

La decisione dei medici

Ancora non gli è stato comunicato che Elisa non c’è più e difficilmente lo si dirà al paziente prima di ulteriori miglioramenti. E, ovviamente, lo si farà solo attraverso un adeguato supporto psicologico”, comunica l’ospedale di Torino dove il motociclista è ricoverato. Elisa Ferrero, 27 anni, laurea in medicina, è morta dopo che il furgone di Maurizio De Giulio ha travolto la moto sulla quale viaggiava con Penna. Per la ragazza non c’è stato nulla da fare, mentre Penna è finito in coma. Condizione in cui versava dal 9 luglio, giorno dell’inseguimento causato da una lite per la precedenza alla rotatoria di Condove.

La gioia dei familiari di Matteo Penna

I genitori del motociclista possono tirare il fiato, dopo un incubo durato un mese. Il fratello maggiore di Matteo Penna, Giulio, è rimasto vittima di paralisi proprio a causa di un’incidente motociclistico, nel 2005. “Per i genitori significa uscire dal baratro. Dopo Giulio sarebbe stata una tragedia“, spiegano gli amici. Loro non hanno fatto mai mancare il loro supporto, recandosi costantemente in ospedale. Hanno parlato con lui, gli hanno fatto ascoltare i suoi cd preferiti. Adesso che dovrà affrontare una lunga riabilitazione, non gli mancherà il loro aiuto.

Insieme a loro, anche i familiari di Elisa non hanno trascurato il giovane. Andrea e Carla, i genitori, e Alice, la sorella della 27enne, hanno dichiarato che: “Lo guardiamo con gli stessi occhi di Elisa“.

La dichiarazione di Maurizio De Giulio

L’uomo responsabile dell’inseguimento continua ad esprimere pentimento per il suo gesto. Dal carcere, dove è detenuto per omicidio volontario, il 50enne ha dichiarato: “Non volevo uccidere quella giovane e ringrazio Dio che il ragazzo stia meglio“.

Aggiungi un commento