Valentina, la mamma di Aurora, ha perso il lavoro: troppi i congedi per stare vicino alla figlia

Non solo il dolore per la perdita della piccola, ora anche le difficoltà di vivere dopo 4 anni di cure estenuanti con uno stipendio in meno

Aurora Maniero, la piccola più buona d’Italia è morta lo scorso 8 agosto, e ora la famiglia oltre alla terribile perdita, dopo 4 anni di lunga malattia, dovranno affrontare anche la beffa dover vivere con uno stipendio in meno.

Valentina Donà infatti, la madre della piccola, è stata lasciata a casa dalla Pasticceria Forin di Padova, rapporto forzatamente concluso a causa del superamento dei 180 giorni di congedo previsti dalla legge 104 che Valentina ha sfruttato fino all’ultimo per stare vicino alla piccola usufruiti dal 2013.

Una piccola azienda e nessuna condoglianza

Mauro Forin, il titolare dell’azienda, ha motivato la sua scelta spiegando: “Siamo una piccola azienda e non potevamo sostenere ancora la sua assenza dal lavoro, dunque il 30 giugno abbiamo firmato un accordo con la signora Donà per rescindere il contratto alla scadenza”.

Ma non di questo si lamenta Valentina, che ha accettato suo malgrado l’accordo e non vuole essere compatita, il suo dolore deriva dal non aver neanche ricevuto una telefonata di condoglianze quando mercoledì scorso, la piccola Aurora, dopo 4 anni di lotta contro il cancro è venuta a mancare.

Una morte annunciata. il destino delle piccola, infatti, era segnato, il suo neuroblastoma, un tumore del sistema nervoso periferico, è una malattia che non perdona e ha poche poche possibilità di guarigione, sopratutto se il paziente ha più di un anno e mezzo.

Un calvario durato 4 anni

Aurora voleva fare la veterinaria e la ballerina e ha sempre lottato fino alla fine contro il male che le era stato diagnosticato ad appena 4 anni. Nel 2014 è riuscita ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica vincendo il premio Bontà Sant’Antonio da Padova come “bambina più buona d’Italia” per aver donato tutti i soldi del suo salvadanaio a Onlus Team for Children, associazione che aiuta i bimbi in difficoltà.

Fino alla fine è stata una guerriera” spiega la mamma “è stata lei a insegnarci a combattere, a non perdere le speranze. Diceva: appena sarò guarita andremo in vacanza… Quando le cadevano i capelli diceva: pazienza, ricresceranno”.

Fino a mercoledì quando la malattia se l’è portata via. Una morte precoce che non ha impedito ai genitori di realizzare alcuni dei suoi sogni, come darle una sorellina, Azzurra, nata due anni fa e di vederli sposati. Cerimonia svoltasi proprio il 5 agosto scorso, giorno in cui Valentina è rimasta senza lavoro.

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