Il vulcano La Montagna di Dio in Tanzania a rischio esplosione

I monitoraggi dicono che Ol Doinyo Lengai, il vulcano vicino al sito di Olduvai, ha aumentato la propria attività: ceneri e tremori sismici annunciano una nuova eruzione?

In Tanzania esiste un vulcano attivo, il Ol Doinyo Lengai di 2920 metri di altezza, che dalle popolazioni locali viene chiamato Montagna di Dio. Imponente per altezza e per le caratteristiche della sua attività magmatica, si staglia rispetto al paesaggio semidesertico circostante in una delle zone tettonicamente più attive del pianeta. La sua particolarità sta inoltre nel fatto che è in prossimità  di uno dei siti paleoantropologici più studiati al mondo, Olduvai, dove sono stati rinvenute impronte di 2,5 milioni di anni oltre a ossa umane fossili e utensili che testimoniano l’origine della nostra specie. Questo sito, la cui scoperta casuale da parte dell’esploratore e scienziato Wilhelm Kattwinkel risale al 1911, è di importanza fondamentale come testimone dell’origine della nostra specie.


Il monitoraggio del vulcano

vulcano tanzania

orme preistoriche



Il vulcano è attualmente tenuto sotto strettissimo controllo da parte dei ricercatori di vari istituti e università mondiali, grazie ad un programma di ricerca finanziato dalla National Geographic Society. Le emissioni di ceneri e i tremori sismici sono aumentati notevolmente di intensità, così come l’ampiezza di una frattura sul lato occidentale del vulcano. Sono tutti sintomi che possono lasciar ipotizzare una imminente ripresa delle eruzioni, ma che non consentono di prevedere né il momento né l’entità. Tutte le ipotesi sono aperte, mentre prosegue lo strettissimo monitoraggio da parte dei ricercatori. Non è un aspetto di poco conto: una eruzione dai caratteri violenti o di estrema intensità sarebbe in grado di generare volumi immensi di lava caratterizzata da una bassissima viscosità e grande velocità di scorrimento in grado di coprire lunghe distanze dal cratere e raggiungere Olduvai.

Una lava che corre

photovolcanica.com

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Questa è una delle particolarità geologiche di questo vulcano, unica nel suo genere, in grado di estendersi su vaste superfici e potenzialmente in grado di arrivare a mettere a rischio l’integrità del sito paleoantropologico vicino. La composizione chimico fisica della lava del vulcano è essa stessa una particolarità: essa è insolitamente caratterizzata da elevatissimi contenuti di sodio e bassissima temperatura, per una lava, solitamente tra i 500 e i 600 gradi di temperatura. L’ultima eruzione significativa risale al 2007-2008, con terremoti associati che all’epoca vennero avvertiti fino a Nairobi, in Kenya.

 

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