Uova contaminate e Fipronil: tutto quello che bisogna sapere

Un po' di chiarezza su un prodotto altamente diffuso come le uova: dalla verità sulla contaminazione alla corretta lettura dei codici

Mai come in questi giorni si √® parlato di uova e ovoprodotti. Il motivo? L’allarme diramato in questi giorni dalla Commissione Europea. Non √® purtroppo una novit√† venire a conoscenza della presenza di sostanze nocive negli alimenti che finiscono malauguratamente sulle nostre tavole eppure, lo scandalo delle uova √® riuscito tristemente a farsi valere su tanti altri comunicati. Fipronil, uova contaminate e consumatori in rivolta: questo √® lo scenario generale che ci porta a voler concedere un po’ di spazio all’argomento, cercando di tracciare una piccola guida all’acquisto e sfatando qualsivoglia mito poco veritiero.

Scandalo Fipronil: Italia nella lista degli Stati coinvolti

Quanti in questi giorni avranno avuto il desiderio di documentarsi su cosa sia davvero il Fipronil e quanti al momento tentennano al supermercato, magari ripensandoci, davanti allo scaffale delle uova. Da quando la Commissione Europea ha voluto diramare l’allarme che vede un potente insetticida presente in quantit√† elevate in un numero cospicuo di uova messe in commercio, √® stata la rivolta.¬†Si pu√≤ dire di fatto che le uova siano un alimento presente quotidianamente su quasi tutte le tavole in maniera pi√Ļ o meno evidente, e parliamo quindi anche di tutti i derivati (ovoprodotti). E mentre la Commissione Europea cerca¬†di far chiarezza sull’effettiva distribuzione delle uova contaminate, per lo pi√Ļ di origine olandese e belga, il Ministero della Salute Italiana afferma con certezza che sebbene il nostro paese sia coinvolto nello scandalo, sulle tavole degli italiani le suddette uova non siano mai arrivate.


Parola al Ministero della Salute: “Il prodotto non √® stato posto in commercio

L’allarme impazza in ogni dove e quel che si apprende √® che la Commissione Europea ha stilato una lista di 15 Paesi¬†coinvolti e che, tra i tanti, c’√® anche l’Italia.¬†Prima che si scateni il panico per√≤, interviene il Ministero della Salute Italiana e lo fa con assoluta chiarezza. Come si pu√≤ apprendere dal sito del Ministero, l’allarme relativo al Fipronil va ridimensionato e merita la giusta attenzione.

Dai riscontri incrociati, effettuati dal Ministero della Salute, tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi, al momento risulta solo, da una segnalazione delle autorit√† francesi, pervenuta in data 8 agosto attraverso il RASFF, che un’azienda di tale Paese ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche presso un’azienda italiana“. Questo si legge sul portale del Ministero. “Su disposizione del Ministero, le autorit√† sanitarie locali hanno provveduto a porre sotto sequestro la partita, e quindi il prodotto non √® stato posto in commercio. Pertanto, ad oggi, non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale“. √ą assolutamente lecito dunque documentarsi su quanto diramato dalla Commissione Europea e prestare la massima attenzione alle comunicazioni ma al tempo stesso i cittadini italiani possono essere certi che le uova commercializzate entro i nostri confini non rientrino in quella partita di prodotto contaminati.

Fipronil: l’insetticida che √® nelle nostre case da prima delle uova

Lo scandalo si muove attraverso due distinte parole: uova e Fipronil. Prima che sia troppo tardi √® bene capire davvero cosa sia la sostanza tossica che ha fatto scattare l’allarme. In gergo tecnico si chiama Fluocianobenpirazolo il potente insetticida trovato nelle uova incriminate. L’insetticida, moderatamente tossico per l’uomo, agisce ad ampio spettro. Ci√≤ significa che andando ad intaccare il sistema nervoso dell’insetto, porta questo ad una lenta morte consentendogli dunque, evitando la morte istantanea, di poter entrare in contatto con altri insetti e di contagiarli, avvelenandoli a sua volta.

Del Fipronil √® stato vietato l’uso all’interno degli allevamenti dall’Unione Europea e davanti alle analisi che invece ne hanno confermato la presenza nelle uova l’allarme √® scattato nell’immediato. Pare infatti che l’insetticida sia stato volutamente mescolato con altri insetticida cui l’uso √® invece legale al fine di migliorare la resa del pollame. Non √® per√≤ la prima volta che l’uomo entra in contatto con la sostanza: proprio il Fipronil √® di fatto il principio attivo di numerosi antiparassitari comunemente adibiti alla cura degli animali di compagnia come i prodotti contro pulci e zecche.

Fipronil a contatto con l’uomo: i sintomi

Non si √® mai troppo prudenti e forse √® bene dunque provvedere a chiarire cosa potrebbe accadere all’uomo qualora questo entrasse in contatto con la pericolosa sostanza. Il Fipronil di fatto se ingerito dall’uomo in quantit√† consistenti pu√≤ provocare ipereccitabilit√†, irritabilit√† e tremori. Non sono esclusi eventualit√† pi√Ļ estreme in cui potrebbero presentarsi sintomi come letargia ed anche convulsioni.

Qualora si fosse certi di aver ingerito l’insetticida √® consigliato dai medici espellere la sostanza anche tramite induzione del vomito. Questa pratica per√≤ √® consigliata solamente se la persona che ha ingerito l’insetticida √® cosciente. L’invito per√≤, in ogni caso presunto, sospetto o certo, √® quello di contattare nell’immediato il Centro Antiveleni.

Uova:¬†occhi puntati sull’origine

Le recenti notizie non devono tuttavia scoraggiare l’acquisto ed il consumo delle uova, alimento che apporta notevoli vantaggi al nostro organismo fornendo significative quantit√† di proteine e numerosi elementi nutritivi al nostro corpo. A questo pro, pu√≤ essere sicuramente utile quale consiglio all’acquisto partendo dalla base, ovvero la lettura autonoma dei codici che troviamo sui gusci. Spesso ignorati dai consumatori, i numeri che troviamo scritti sulle uova assurgono ad essere una vera e propria carta d’identit√† dell’alemento che se opportunamente letta pu√≤ sfatare ogni dubbio nonch√© portare l’utente ad un acquisto consapevole.

In questo momento l’attenzione √® puntata sul paese d’origine ma, come spiega la Coldiretti: “Non sono pi√Ļ ¬†sufficienti quattro codici e una data sul guscio, bisogna scrivere chiaramente, anche sulle confezioni e sui cartoni, da dove arrivano e rendere riconoscibile ogni possibile informazione ai consumatori“.

Acquisto consapevole: la lettura dei codici sul guscio

Non sottovalutiamo dunque quei numerini sul guscio ma anzi, attribuiamo loro il giusto valore e cerchiamo di interpretarli il pi√Ļ correttamente possibile. Andiamo in ordine e partiamo dal primo numero che troviamo sul guscio che sta ad indicare il tipo di allevamento. Precisamente troviamo 0 se biologico, 1 se all’aperto, 2 a terra e 3 nelle gabbie.

Il secondo codice fa riferimento invece allo Stato in cui l’uovo che abbiamo per le mani √® stato deposto. Qui ovviamente entrano nel merito le sigle che indicano i diversi Stati come ad esempio IT per l’Italia. Dopo l’origine, altri numeri ci vanno ad indicare invece il codice Istat del Comune, la sigle della Provincia ed in ultima battuta il codice distintivo dell’allevatore. Cos√¨, dopo lo Stato d’origine, possiamo trovare 3 numeri risalenti al codice Istat proprio del comune che viene indicato nella sigla successiva. Gli ultimi numeri invece vi ricondurranno direttamente al codice identificativo dell’allevamento.

uova

Guida alla corretta lettura del codice impresso sul guscio delle uova



E se ora √® un momento critico soprattutto per l’origine del prodotto, il Codacons ci tiene a sottolineare come l’Italia sia uno tra i Paesi noti per esportare le uova. Sono dunque rarissimi i casi in cui le uova sulle nostre tavole possano avere¬†un’origine diversa da quella entro i nostri stessi confini.

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