Tiziana Cantone: la madre scrive a Laura Boldrini dopo la mobilitazione contro gli “haters”

La madre di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio, scrive una lettera alla Presidente della Camera chiedendo quale giustizia ci sia stata per la figlia

La Presidente della Camera è intervenuta in merito alla violenza verbale in rete. Laura Boldrini ha annunciato tolleranza zero per i cosiddetti leoni da tastiera che da quattro anni la ricoprono di insulti, fango e minacce gravi. Con l’hashtag #AdessoBasta ha inaugurato una campagna che, spera, possa spingere soprattutto i ragazzi e le ragazze a denunciare l’odio online. Un appello ai più deboli per fargli capire che “in uno Stato di diritto chiunque venga aggredito può difendersi attraverso le leggi”. A ribattere a Boldrini è stata la madre di una vittima del bullismo da tastiera, Tiziana Cantone. In una lettera aperta la donna si chiede se ci sia davvero giustizia per i più deboli.


Il caso Tiziana Cantone

Dopo la presa di posizione della terza carica dello Stato contro la violenza in rete, arriva un’amara risposta. Impossibile dimenticare infatti la morte di Tiziana Cantone, suicida a 31 anni. La donna aveva vissuto gli ultimi mesi della sua vita in un incubo dopo che dei filmati privati sono finiti online per il pubblico ludibrio. La ragazza era stata perseguitata, la sua vita distrutta. La pressione, la perdita della speranza che quel materiale potesse sparire, l’hanno probabilmente spinta all’estremo gesto. È passato quasi un anno dalla sua morte, avvenuta a settembre 2016, eppure nulla è stato fatto. Nessun iscritto al registro degli indagati, i giudici sono incerti su quali leggi applicare in questo caso, nessuno sa cosa deve fare. La mancanza di una legislazione che riguardi Internet e i social network fa parte di un vuoto normativo che sta trasformando parte della società nel far west.

La lettera aperta a Laura Boldrini

Maria Teresa Giglio è la madre di Tiziana Cantone e, in una lettera aperta indirizzata a Laura Boldrini chiede quale giustizia ci sia stata per la figlia. La Presidente, scrive la signora Giglio, “ha denunciato quelli che sul web, i cosiddetti haters, si divertono a insultare gli altri, con un linguaggio provocatorio, violento, fatto di commenti offensivi, sessisti e di discriminazioni verso le donne specialmente. La sua denuncia ha fatto sì che si mobilitassero subito tutte le autorità. Insomma, si è mobilitata mezza nazione per la presidente, individuando tempestivamente i colpevoli. A questo punto, a una madre, che ha perso in modo tragico per tante negligenze, la propria e unica figlia, viene da chiedersi: ma la giustizia non dovrebbe essere uguale per tutti?“.

La via crucis di una ragazza normale

La madre di Tiziana spiega che la figlia “non ambiva a nessuna popolarità e non cercava di farsi strada e di avere successo in nessun campo“. Una persona normale, insomma, che “non è riuscita a mettere fine a tutta la gogna mediatica e alle diffamazioni che subiva, che si perpetravano nel tempo e dopo due anni sono ancora senza risposte“. Quello che ha subito Tiziana è stato “un anno di tritacarne virtuale, pagine fake con i suoi profili delle quali non si conoscono ancora i nomi dei gestori, la sua immagine infarcita di epiteti senza vergogna, continue diffamazioni, ingiurie“.

Una vita sotto attacco che ha lasciato la 31enne “devastata, e sperava in una giusta sentenza, anche per dimostrare al mondo indifferente e crudele che lei era solo una vittima, non aveva fatto del male a nessuno e non sapeva più come gridarlo“. Tiziana, scrive Giglio, “Ha pagato un prezzo troppo caro: questo è omicidio“. Riguardo allo spronare a denunciare, Giglio conclude: “Tiziana ha denunciato, ha fatto tutto ciò che ha potuto, non è stata in silenzio e che cosa è stato fatto? Nulla. Lo Stato dov’è? Bisogna essere ‘qualcuno’ o figli di….? Presidente, eviti che Tiziana Cantone sia morta invano. Io aspetto solo di farle giustizia e ricongiungermi a lei“.

Aggiungi un commento