Stupro di Rimini, preso anche il quarto componente del branco: sarebbe il capo

Lo hanno acciuffato mentre stava per scappare in treno: arriva il fermo per un congolese di 20 anni, ultimo componente rimasto a piede libero del branco di Rimini

Lo hanno arrestato nelle prime ore di domenica 3 settembre: è finito in manette anche il quarto componente del branco che ha stuprato una ragazza polacca e una trans peruviana a Rimini la settimana scorsa. Si tratta di un congolese di 20 anni, acciuffato appena in tempo poco prima che riuscisse a fuggire in treno.

Il fermo del quarto uomo

Un caso, quello degli stupri riminesi, che ha subito una forte svolta nelle ultime ore: dopo le indagini degli inquirenti, infatti, nella giornata di ieri 2 dei 4 ragazzi appartenenti alla banda si sono costituiti perché ormai consci di avere le spalle al muro, con la polizia che era già sulle loro tracce e ad un passo dalla cattura. Dopo la confessione dei primi due ragazzi minorenni, i più giovani del branco, ecco anche il terzo arresto, avvenuto nella serata di sabato 2 settembre: finisce in manette anche il terzo stupratore, anch’egli al di sotto della maggiore età, preso solo dopo la confessione dei primi due in manette.

Nelle prime ore del giorno seguente, quindi, arrivano le manette anche l’ultimo componente del gruppo, l’unico maggiorenne, viene consegnato alla giustizia: è un congolese di 20 anni, Guerlin Butungu, che risiede nella provincia di Pesaro-Urbino, probabilmente accolto in una struttura. Il 20enne sarebbe stato a capo del branco.

L’ultima svolta di un caso complesso

Il caso era ormai vicino alla sua risoluzione, con gli investigatori che erano già molto vicino al fermo del gruppo, visto che da alcuni giorni stavano intercettando il telefono di uno dei ragazzi. La chiave per riuscire a identificare i ragazzi, prima della confessione dei due più giovani che ha quindi stabilito con certezza l’identità degli altri 2 componenti, era stata la visione dei filmati delle telecamere di sicurezza che immortalavano, con data 26 agosto, 3 ragazzi – due con cappellino a visiera, un altro coperto dal cappuccio di una felpa – mentre si aggirano per il lungomare di Rimini. Le due vittime degli stupri, la ragazza polacca e la transessuale peruviana, hanno riconosciuto gli aggressori, sebbene con alcuni distinguo. Dopo la cattura dell’ultimo componente del gruppo, ora la giustizia potrà fare il suo corso.

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