Partorisce neonato prematuro in auto con tutta la sacca amniotica

Era appena entrata nella 29esiva settimana e pensava che le contrazioni fossero quelle “istituzionali” di metà gravidanza, invece il neonato è venuto alla luce con tutta la sacca amniotica

Scurry ed il suo fidanzato Ean si sono spaventati a morte, quando la donna ha cominciato ad avere le contrazioni. Inizialmente i due erano tranquilli, potevano essere le contrazioni di Braxton, tipiche della metà gravidanza, una sorta di “prove generali” in vista del parto, ma poi qualcosa è cambiato. Scurry ha chiamato l’Ospedale e, tra le grida ed i dolori, ha richiesto l’intervento di un’ambulanza… che non è arrivata in tempo.

 La natura ha fatto il suo corso in maniera straordinaria

Troppo sofferente, Scurry ha passato il telefono al fidanzato, che ha raccontato cosa stava succedendo. “Le contrazioni continuavano ad avvicinarsi sempre più intense e sapevo che era il momento di spingere” ha raccontato su Instagram la donna. Ed è andata proprio così, mentre si trovava ancora al telefono, l’istinto ha vinto: “Ho abbassato i pantaloni e ho guardato giù. Ho spinto una volta e il mio piccolo miracolo era qui. Quando ho guardato giù ho capito che era ancora completamente avvolto nel sacco amniotico”. La coppia è quindi saltata in macchina, convinti di arrivare prima in ospedale rispetto l’aspettare l’ambulanza e, sul sedile del passeggero, Scurry ha dato alla luce completamente il neonato.

Tanta paura ma un lieto fine

Proprio grazie al sacco amniotico, quel particolare involucro che protegge dagli urti nella pancia, il piccolo non ha risentito del parto. Essendo il cordone ombelicale ancora unito alla placenta, ha continuato a “nuotare e respirare” come fosse nel grembo materno. Solitamente, la rottura delle acque, che prelude al parto imminente, è proprio quel momento in cui la sacca si lacera. Scurry non è la sola ad avere avuto questo tipo di parto prematuro, ma è una rarità. “All’inizia volevo solo sapere se il bambino stesse bene – ha ammesso su Instagram – E poi lui si è mosso, ed ho capito che sarebbe andato tutto bene”. All’arrivo all’ospedale, l’equipe medica ha subito bucato il sacco amniotico e ha portato il neonato in terapia intensiva dove però, da subito, hanno riscontrato che godeva di buona salute.

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