Pensione anticipata: non andranno persi gli arretrati

Firmato oggi da Paolo Gentiloni il testo che consolida importanti garanzie sulla pensione anticipata volontaria

Proprio in mattinata il premier, Paolo Gentiloni, ha sottoscritto il dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri) in cui si conferma retroattiva la possibilità di accesso all’APE volontaria.

Ormai è certo: tutti i lavoratori che, tra il 1 maggio 2017 e la data di entrata in vigore del decreto, hanno maturato i requisiti necessari, potranno chiedere il rimborso degli arretrati. Le prerogative di accesso all’anticipo pensionistico rimangono invece invariate: 63 anni di età, un massimo di 3 anni e 7 mesi di distanza dalla pensione di vecchiaia e 20 anni di contributi.

Il mutuo si somma alla rata APE

La restrizione di accesso all’APE volontaria si presenta in caso di ulteriori prestiti contratti dal lavoratore a titolo personale. Se la persona richiedente l’anticipo ha a suo carico altri debiti in corso di restituzione (per esempio il mutuo sulla casa), deve tenere in conto che la loro somma , APE compresa, non deve superare il 30% della pensione  come rata di ammortamento.

Garanzie anche in caso morte

Proseguono invece le trattative per garantire, in caso morte, il rimborso per il prematuro decesso del pensionato, cioè prima del termine di scadenza dei 20 anni del piano di ammortamento del prestito. In questo senso, dovranno essere sottoscritte clausole con ABI e ANIA, convenzioni che sono in fase di definizione.

Aspettativa di vita più lunga? ecco la soluzione

Anche in caso di avanzamento della soglia di età pensionabile, il lavoratore non rischierà periodi privi di entrate. Il pensionato potrà fare richiesta di un supplemento, che produrrà inequivocabilmente l’aumento della rata mensile da corrispondere all’INPS, ma che eviterà un lungo periodo senza reddito per gli stessi interessati.

Durata del prestito e rata

Il prestito APE volontario sarà erogato per una durata di 20 anni. Al raggiungimento dell’età, la pensione di vecchiaia verrà corrisposta al netto della rata da restituire. La percentuale prevista per l’anticipo è compresa tra il 2 e il 5,5% sulla pensione netta annua, percentuale che andrà a diminuire grazie al credito d’imposta previsto dalla legge, per abbassarsi fino ad un Taeg del 3,2%.

Non rimane quindi, ai 300.000 richiedenti previsti per il 2017 e per i futuri 115.000 previsti per il 2018, che attendere la ormai nota lettera arancione annunciata dall’INPS.

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