Stupro di Rimini, Butungu accusa i 3 minorenni: "Sono stati loro"

Durante l'udienza per la convalida del fermo Butungo, unico maggiorenne tra gli indagati dello stupro di Rimini, si è dichiarato estraneo alle violenze

Il gruppo composto da 3 minorenni e da Guerlin Butungu, 20 anni, accusati dello stupro di Rimini, sono comparsi in tribunale per le udienze per la convalida del fermo. I 3 ragazzi al di sotto della maggiore età hanno confermato le precedenti dichiarazioni. Butungu, invece, ha stravolto la sua versione dei fatti.

I 2 minorenni: “Ha detto che a lei ci pensava lui”

Il Gip Vinicio Cantarini ha ascoltato per due ore i 2 fratelli marocchini di 15 e 17 anni accusati degli stupri avvenuti a Rimini il 25 agosto. Durante l’udienza per la convalida del fermo hanno confermato la versione dei fatti raccontata in precedenza, in cui attribuivano la maggior parte della colpa a Butungu. “Ci ha offerto vodka, birra e spinelli che aveva preparato per noi. Eravamo fatti” ha raccontato il fratello maggiore.

Poi ha illustrato la dinamica della vicenda. “Guerlin ha tirato un pugno al ragazzo polacco e mi ha detto di bloccarlo mentre lui andava dalla ragazza dicendo che a lei ci pensava lui. E io ho tenuto quello con la testa sulla sabbia“.

Butungu cambia versione dei fatti

Anche Guerlin Butungu è stato ascoltato per circa un’ora e mezza durante l’udienza di convalida del fermo. Al contrario degli altri, però, ha cambiato le carte in tavola. In passato aveva sempre affermato di aver bevuto e di essersi addormentato sulla spiaggia mentre gli altri compivano le violenze. Poi, alle 4 di mattina, sarebbe stato svegliato dai 3 ragazzi, con cui sarebbe andato via.

Ora, invece, afferma di essere stato presente al momento del reato, ma di non aver partecipato. Ha infatti dichiarato di aver tenuto fermo il ragazzo polacco, ma senza fargli male, mentre gli altri 3 ragazzi stupravano a turno la fidanzata. Il giudice si è riservato la decisione sulla custodia cautelare in carcere sia per Butungu che per i 2 minorenni, dopo aver convalidato i loro arresti.

La Polonia chiede l’estradizione

Anche il 16enne nigeriano accusato di aver partecipato alle violenze è comparso davanti al Tribunale dei minorenni di Bologna. Pure lui è stato ascoltato per la convalida del fermo. E, secondo il suo avvocato, “ha compreso la gravità di quello che è successo ed è pentito di quanto accaduto“.

Intanto il caso ha sollevato un polverone che è giunto fino all’estero. Il vice ministro della Giustizia polacco, Patryk Jaki, ha infatti chiesto l’estradizione dei 4 ragazzi.

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