Stupro di Rimini, la polemica non si placa: il post sulla Boldrini del sindaco leghista

Laura Boldrini di nuovo attaccata sui social: di nuovo il casus belli è lo stupro di Rimini. Il sindaco leghista di Pontinvrea pubblica un post shock

Lo stupro di Rimini è il caso che ha tenuto banco durante l’estate, scatenando forti reazioni e aspre polemiche. L’ultima in ordine temporale riguarda il sindaco della Lega di Pontinvrea, nel savonese, il quale ha usato il fatto di cronaca per indirizzare una battuta infelice a Laura Boldrini.

Il post su Facebook del sindaco

Matteo Camiciottoli, primo cittadino di Pontinvrea, ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook in cui scrive: “Potremmo dargli gli arresti domiciliari a casa della Boldrini magari gli mette il sorriso… che ne pensate?“. Il riferimento allo stupro di Rimini viene esplicitato da un articolo con foto di Guerlin Butungu pubblicato a corredo del post. La reazione dei sostenitori e non del sindaco è stata immediata. Da una parte ci sono state molte persone che contestavano il contenuto delle sue parole, come l’implicito riferimento allo stupro contro le avversarie politiche.

Lo stesso Enrico Mentana, direttore del Tg La7, è intervenuto rispondendo a Camiciottoli: “Che sei un cretino, anche se fai il sindaco“. Dopo che il suo post è stato travolto da commenti negativi, il sindaco ha deciso di modificarlo. Camiciottoli ha comunque ricevuto qualche messaggio di sostegno dai suoi colleghi leghisti.

La dichiarazione di Camiciottoli

Il sindaco ha deciso di affidare all’Ansa una dichiarazione sull’argomento. “Quella è la mia pagina personale, non quella del sindaco quindi ritengo di essere libero di scrivere quello che penso“, si è difeso Camiciottoli. Non manca comunque la critica alla Presidente: “Ma al di là di questo aspetto non condivido la difesa della Boldrini di una immigrazione incontrollata che inevitabilmente porta a certi risultati, a volte il furto per fame, a volte lo stupro“.

Laura Boldrini attaccata dal sindaco leghista

La Presidente della Camera ancora una volta viene attaccata con argomenti sessisti per il suo ruolo. La sua difesa delle politiche di accoglienza sui migranti la rendono da tempo il bersaglio prediletto per attacchi in rete e pubblicazione di fake news. Il web non ha infatti reagito bene alla provocazione di Camiciottoli. Ciononostante la disinformazione prodotta da una parte dell’opinione pubblica non accenna a diminuire. Specialmente in riferimento a donne che ricoprono un alto ruolo istituzionale.

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