Stupro di Rimini: Butungu potenzialmente affetto da tubercolosi

Le analisi cliniche effettuate sui componenti del branco hanno mostrato come Guerlin Butungu, il capobranco, potrebbe aver contratto la tbc

Guerlin Butungu è entrato in contatto con la tubercolosi. Le ultime indagini sul caso dello stupro di Rimini hanno portato a galla questa terribile verità. Il capobranco della banda di stupratori potrebbe aver contratto la temibile tbc. Ciò lo si evince dal test effettuato su tutti i componenti del branco prima dell’ingresso in carcere.

Si prosegue con le analisi

Al momento, come viene diffuso da Il Corriere Adriatico, Butungo potrebbe aver contratto la tubercolosi. Questo quanto si evince da alcuni test sebbene non sia ancora possibile confermare l’effettiva infezione. Non è neppure noto se siano stati presi dei provvedimenti come la profilassi tra coloro che sono entrati in contatto con il ragazzo.

Ai 4 ragazzi sono state effettuate ulteriori analisi cliniche, sia allo scopo di comprendere il loro stato di salute e comprendere se soffrissero di MST (malattie sessualmente trasmissibili) sia per effettuare delle comparazioni di Dna con i reperti che sono stati prelevati sulla spiaggia di Rimini, sul luogo del crimine.

Una malattia ad alto potere di contagio

La tubercolosi è una malattia che può risultare estremamente pericolosa: dapprima colpisce i polmoni, provocando tosse ed emorragie polmonari. Provoca inoltre forti dolori ossei e, in qualche caso, meningite. In casi gravi la malattia coinvolge reni, sistema linfatico spina dorsale, pelle e cervello. La tubercolosi viene affrontata, farmacologicamente, con antibiotici e farmaci di seconda linea. In caso di sistema immunitario debole, la guarigione può essere molto più complicata.

Il tempo di incubazione della tubercolosi varia da settimane ad anni: è quindi molto difficile capire se Butungu, qualora risultasse positivo in ultima battuta, possa aver contratto il virus in Italia o in Congo.

TUTTI GLI ARTICOLI SULLO STUPRO DI RIMINI

Stupro di Rimini

Aggiungi un commento