Firenze, carabiniere confessa: "Fu un rapporto consenziente"

Svolta nel caso delle due studentesse americane che hanno accusato due carabinieri di averle stuprate. La confessione: rapporto sessuale si, ma consenziente

Si aspettava solamente che i due indagati venissero interrogato per far venire a galla la verità. Parliamo dell’indagine riguardante i due carabinieri indagati da questa mattina per lo stupro di due studentesse americane. L’ultimo aggiornamento vede uno due due carabinieri accusati essersi recato in autonomia dal pm per confessare: “Fu rapporto consenziente“.

Uno dei 2 carabinieri: “Ci fu rapporto consenziente

La prima svolta dell’indagine è giunta in questi ultimi minuti. Dopo i lunghi interrogatori a cui sono state poste le due studentesse americane che hanno denunciato due carabinieri di averle stuprate nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, arriva la volontaria confessione di uno dei due indagati. Uno dei due carabinieri accusati di stupro si sarebbe autonomamente recato in Procura per offrire la propria confessione. Inevitabile dire che la versione rilasciata dall’agente si discosti molto da quanto raccontato da entrambe le ragazze. Accompagnato dal legale l’uomo avrebbe ammesso di aver consumato un rapporto sessuale con una delle due studentesse ma in maniera del tutto consenziente.

Nessuna violenza

Mi ha invitato a casa e siamo stati insieme” questo racconta il militare che, davanti al suo legale, ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti al pm. Sono al momento in corso tutte le verifiche del caso volte a confrontare le versioni offerte dalle due studentesse e quella offerta dal carabinieri che afferma con vigore: “Nessuna violenza“. Una testimonianza dei fatti che, sebbene non ci sia concesso sapere nei dettagli, ci appare molto diversa da quella delle due ragazze. Starà alla Procura ora verificare se si sia trattato di stupro o di un rapporto consenziente. Si attende ora che venga ascoltato dagli inquirenti il secondo carabiniere che permane indagato insieme al collega reduce dalla confessione.

Emerge ora inoltre di come i carabinieri non abbiamo mai segnalato, né sui fogli di servizio, né al proprio comando, la presenza delle due giovani sulla gazzella. Rimane ancora in dubbio se i due carabinieri si trovassero sulla gazzella sebbene avessero finito il turno o se fossero ancora in servizio. Oltre alla mancata segnalazione, che anche sola costituisce un reato, se fossero stati in servizio dovrebbero rispondere anche di “abbandono” del posto di lavoro.

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