Incinta a 13 anni: subisce un parto cesareo ma il bambino muore

In India una ragazzina rimasta incinta a 13 anni dopo esser stata violentata ha subito un taglio cesareo. Ma il neonato non è sopravvissuto a lungo

Una ragazzina di 13 anni, in India, era rimasta incinta dopo esser stata ripetutamente violentata da un collega del padre. La famiglia aveva chiesto alla Corte Suprema di poter effettuare un aborto, che in India è vietato oltre la 20esima settimana. Ma, nel periodo impiegato per concedere l’aborto, i medici avevano deciso, per la salute della madre, di effettuare un parto cesareo. La vicenda che, com’è facile immaginare, aveva fortemente diviso l’opinione medica come quella pubblica, è finita in tragedia questa domenica.

Condizioni critiche fin dalla nascita

Venerdì scorso, alla 32sima settimana di gravidanza, la 13enne aveva dovuto affrontare un parto cesareo in un ospedale di Mumbai. Ma il bambino, nato quindi prematuramente, non è riuscito a superare le 48 ore di vita.

Il neonato, che al momento della nascita pesava 1,8 chili, era subito stato messo in un’incubatrice. La sua condizione era risultata critica fin da subito, dato che gli organi interni non avevano avuto tempo di svilupparsi del tutto. Il piccolo, infatti, ha sempre dovuto respirare con l’aiuto dei macchinari.

Il peggioramento

Verso le 4 di domenica notte la sua condizione è peggiorata, e i medici hanno anche trovato del sangue nei suoi polmoni. Infine, il neonato è deceduto alle 10:30. È inoltre possibile che si siano verificate emorragie anche all’interno del cervello e del torace. Ulteriori dettagli verranno a galla solo in seguito all’autopsia.

Ora la 13enne si sta riprendendo dal parto cesareo. Dopo aver sofferto di una lieve febbre è probabile che possa uscire dall’ospedale entro un paio di giorni. La famiglia si è detta rattristata del lutto. Infatti durante le settimane impiegate dalla Corte per stabilire se concedere l’aborto o meno, loro avevano deciso che avrebbero tenuto il bambino una volta nato. Ora rimane loro solo il corpo del piccolo, che verrà restituito alla famiglia dopo l’autopsia.

Aggiungi un commento