Firenze, il secondo carabiniere: "Sono state le ragazze a invitarci"

Anche il secondo carabiniere, accusato dello stupro di due studentesse americane, si è presentato in Procura ed è stato interrogato per un'ora

Ieri pomeriggio il secondo carabiniere si è presentato in Procura a Firenze. Una scelta quasi obbligata: il suo collega aveva già fornito spontaneamente la propria versione qualche giorno fa. L’uomo è stato interrogato in compagnia del suo avvocato per circa un’ora.

La versione del carabiniere

La pm Ornella Galeotti ha ascoltato la versione del carabiniere scelto per circa un’ora e, come il suo collega prima di lui, avrebbe respinto le accuse delle due studentesse americane che hanno raccontato di essere state violentate nella notte tra il 6 e il 7 settembre. Così come il suo collega prima di lui, l’uomo avrebbe ammesso il rapporto sessuale che definisce un errore e poi avrebbe aggiunto: “Sono state le ragazze a invitarci, hanno insistito perché salissimo a casa“, racconta il Corriere.

Cosa si sa di quella notte

Tre pattuglie vengono chiamate per una rissa in discoteca, sono da poco passate le 2 nella notte tra il 6 e il 7 settembre. Due pattuglie, 40 minuti dopo circa, comunicano di aver finito il loro intervento, la terza invece non comunica nulla. Nell’avviso a comparire notificato ieri si legge che senza autorizzazione i due carabinieri “facevano accedere nella autoradio Fiat Bravo due civili non legittimate, che provvedevano a trasportare dalla discoteca sino all’abitazione in Borgo Santi Apostoli. Per farlo modificavano arbitrariamente il previsto itinerario, portandosi in settore di competenza di altra forza di polizia, nonché omettevano di riportare nell’ordine di servizio la modifica e l’accompagnamento delle due civili“. Restano ancora molte le domande su quanto fatto dai carabinieri dopo essere usciti da casa delle due ragazze.

Il caso

Anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, è intervenuta sui fatti di Firenze: “Si tratta di comportamenti gravissimi, che vanno contro le regole e contro l’etica stessa dell’Arma: non ci sono attenuanti, non si può restare nell’Arma dopo essersi comportati in questo modo“. Poi ha continuato: “Non posso anticipare l’esito della Commissione interna, ma a mio giudizio sono atti talmente gravi che bisogna andare oltre la sospensione, che pure è un atto importante“.

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