Lo Ius Soli affondato al Senato: la legge non si farà in questa legislatura

Lo Ius Soli non vedrà la luce, come molte altre leggi. Il PD rassicura, ma intanto le destre esultano. A pochi mesi dalle elezioni nessuno vuole rischiare

La legge sullo Ius Soli non vedrà la luce. Il ddl, passato alla Camera, non compare nella calendarizzazione dei lavori di Palazzo Madama. I democratici, che hanno spinto la legge, ammettono che non c’è una maggioranza in grado di farlo passare.

Ius Soli scompare da questa legislatura

La legge veniva considerata “di civiltà”, come dichiarato dallo stesso premier Paolo Gentiloni. Il PD, però, all’apertura dei lavori parlamentari fa marcia indietro. Dopo la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, il decreto è scomparso dal calendario dei lavori. È stato lo stesso PD a chiedere di non inserirlo. A spiegarne le motivazioni Luigi Zanda, capogruppo democratico al Senato: “La legge rimane un obiettivo per il partito”, rassicura, ma “per approvare una legge serve una maggioranza che ora al Senato non c’è. Io confido che il lavoro politico che si farà nei prossimi giorni e settimane porti a una soluzione positiva del problema”.

Il voto al Senato tra le barricate

L’unico modo che avrebbe permesso di approvare il ddl al Senato sarebbe stato un ricorso alla fiducia. Al tramonto di questa legislatura, però, questa scelta avrebbe rischiato di maciullare quel che rimane della maggioranza. Ancora più importante il fatto che entro il 15 ottobre il governo dovrà far approvare la manovra economica. Al Senato servirà la maggioranza assoluta, 161 voti, per far passare la variazione di bilancio. Un azzardo, quindi, presentare una legge che ha diviso così tanto gli schieramenti, anche nella sua formula temperata.

Chi vorrebbe inoltre rischiare il consenso a pochi mesi dalle elezioni politiche? Il PD piace un po’ di più grazie alla linea dura di Minniti sull’immigrazione. Il centrodestra ha fatto dell’ostruzionismo allo Ius Soli (sono presenti circa 50mila emendamenti) una sua bandiera. A sinistra Mdp è favorevole alla legge ma non voterebbe la fiducia al governo. Per il Movimento 5 Stelle invece, servirebbe il ricorso al referendum popolare.

Le reazioni all’affossamento

Dura la sinistra del PD. Roberto Speranza, di Articolo1 – Mdp, ha scritto su Twitter: “Nuovo rinvio su #IusSoli .Si nega la cittadinanza a 800.000 ragazzi italiani. È una resa culturale inaccettabile e un cedimento alla destra“. Proprio la destra che sta stappando lo champagne per l’abbandono della legge, in prima fila la Lega. “Niente legge sullo Ius soli in Senato a settembre, una vittoria della Lega e del buon senso. La nostra battaglia va avanti, grazie Amici! La cittadinanza non si regala. #NoIusSoli #stopinvasione“, commenta un raggiante Matteo Salvini.

I democratici provano a correre ai ripari: “L’attenzione del governo resta massima. Sarà importante lavorare nelle prossime settimane affinché si riesca non solo a calendarizzarlo alla prima occasione utile, ma si creino per allora le condizioni politiche per arrivare alla sua approvazione“, prova a smorzare la ministra Anna Finocchiaro.

I tranelli di fine legislatura

Sembra improbabile comunque che lo Ius Soli vedrà la luce in questa legislatura. Soprattutto calcolando che, da qui alle elezioni, i giorni effettivi di lavoro per i parlamentari sono circa 60. Insieme a questa legge ce ne sono altre rinviate o che sono scomparse dal calendario. In primis il taglio ai vitalizi per gli ex parlamentari. Il ddl Richetti era passato alla Camera prima della chiusura dei lavori, ma adesso anche lui è magicamente scomparso.

È in buona compagnia: al palo ci sono circa 100 leggi approvate solo alla Camera e 60 leggi che aspettano l’approvazione dal Senato. Tra queste spicca il biotestamento, ma ricordiamo anche la legge sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti. Viceversa, anche lungo la strada dal Senato alla Camera le leggi cadono nell’oblio, come il ddl sul codice antimafia. Infine, la legge sulla legalizzazione della cannabis è tornata in Commissione Giustizia dove, come sembra si augurino i nostri legislatori, finirà probabilmente nel dimenticatoio.

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