Firenze, promessa in sposa a 13 anni: arrestato il padre

È stata segregata in casa per quattro anni, poi è riuscita a salvarsi grazie ad un gioco per cellulari

La terribile vicenda è accaduta nel fiorentino, in zona Piagge. Una ragazzina è stata promessa in sposa all’età di 13 anni e segregata in casa. Oggi, quattro anni dopo, è finito il suo incubo: il padre è stato arrestato dalla Polizia di Firenze.

In realtà, le indagini sono state avviate nel mese di agosto dello scorso anno, grazie ad una segnalazione. Secondo le ricostruzioni, la ragazzina sarebbe riuscita a chiedere aiuto ad un coetaneo sconosciuto, tramite la chat di un gioco per cellulari.

Promessa in sposa per 15mila euro

La ragazza, ora 17enne, originaria dell’Est Europa, è stata promessa in sposa, quattro anni fa, ad un connazionale. L’accordo stipulato tra le due famiglie prevedeva, da parte del futuro sposo, il pagamento di una somma pari a 15mila euro. 4mila euro erano stati già versati 10 mesi dopo il contratto, quando i familiari del giovane si erano recati in Italia.

In quell’occasione, avevano stabilito che l’allora 13enne avrebbe dovuto tenere la verginità, dimagrire e imparare a fare le faccende domestiche. Se anche solo uno di questi punti non fosse stato rispettato, ci sarebbe stata la restituzione dell’acconto.

Liberata grazie al wi-fi

Per questo motivo, i genitori della minorenne avevano deciso di segregarla in casa. La ragazzina, infatti, aveva il permesso di uscire qualche volta al mese, per fare la spese, ma accompagnata da uno degli uomini della famiglia, non poteva possedere denaro e le era stata tolta la scheda telefonica. Tuttavia, stando a quanto raccontato, la 17enne sarebbe riuscita a porre fine al suo incubo, accedendo, grazie alla connessione wi-fi, ad un gioco per smartphone. Tramite la chat, poi, avrebbe chiesto aiuto ad un coetaneo, il quale avrebbe segnalato la vicenda ad un centro antiviolenza.

A seguito di un anno di indagini, la Polizia di Firenze ha arrestato il padre 49enne della ragazza promessa in sposa, con l’accusa di riduzione in schiavitù.

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