Il sindaco senatore Vincenzo Cuomo intasca il vitalizio: il Senato lo "concede"

Vincenzo Cuomo è sindaco e senatore, cariche incompatibili, ma non uscirà da Palazzo Madama prima di intascare il diritto alla pensione il 15 settembre

Si chiama Vincenzo Cuomo e l’11 giugno scorso è stato eletto sindaco di Portici, città alle porte di Napoli. Cuomo, però, ricopre un altro onorabile incarico, quello di senatore della Repubblica. Le due cariche sarebbero incompatibili e il sindaco senatore avrebbe dovuto rinunciare ad una delle due. Cosa che ha fatto negli ultimi mesi ma, grazie ad espedienti burocratici e squisiti iter formali, non lascerà lo scranno al Senato prima di aver maturato il diritto al vitalizio.

Il “furbetto del privilegio” Vincenzo Cuomo

Di scandalo si tratta in quanto Cuomo, eletto sindaco a giugno e proclamato il 20 luglio, ha partecipato alla prima giunta consiliare il 7 agosto. In quei mesi ha continuato a ricoprire anche la carica di senatore per il Partito Democratico e avrebbe dovuto scegliere quale tra le cariche elettive avrebbe voluto continuare a ricoprire. Cuomo ha optato per la poltrona di sindaco, ma i suoi calcoli gli hanno consentito comunque di rimanere senatore fino al 15 settembre, giorno in cui i parlamentari di questa legislatura maturano il diritto a ricevere la pensione al compimento dei 65 anni.

Il Senato se la prende comoda

Il sindaco senatore ha infatti mandato la lettera per chiarire la sua posizione a fine agosto, rientrando nel termine dei 30 giorni imposti dal regolamento di Palazzo Madama. Peccato che la Giunta per le elezioni e le immunità del Senato non si sarebbe riunita prima del 14 settembre, seduta poi anticipata al 12 sotto pressione del Presidente del Senato Pietro Grasso. E, infine, il 13 settembre ha esaminato il caso e “ha deliberato di fissare un termine di tre giorni per l’esercizio del diritto di opzione da parte del senatore interessato”.

Tre giorni che valgono una pensione: Cuomo non decadrà almeno fino al 16 settembre, e taglierà così il traguardo dei 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di legislatura. Il tutto nonostante avesse già comunicato la sua scelta di ricoprire il ruolo di sindaco. I colleghi senatori hanno comunque ritenuto opportuno dilazionare i tempi di una manciata di giorni per non fargli perdere il vitalizio.

Gli animi si scaldano

Quello dei vitalizi e dei privilegi per i parlamentari è una battaglia cara al Movimento 5 Stelle. Sergio Puglia, senatore pentastellato conterraneo di Cuomo, ha riportato i malumori dei colleghi di partito in una lettera molto accesa. Si chiarisce nel documento il vero e proprio metodo applicato da Cuomo: “La raccomandata è stata inviata alle 8 del mattino di sabato 29 luglio, consegnata il 9 agosto e protocollata soltanto il 31 agosto, giorno di riapertura, in questo modo il furbetto del privilegio ha guadagnato doppiamente tempo: quello concessogli dalla sospensione dei lavori e quello della consueta procedura che intercorre tra la convocazione della Giunta e della successiva ratifica nell’aula del Senato. Una furbata che siamo riusciti a smascherare“, scrivono i 5Stelle.

Da qui l’accusa di “intascare la pensione attraverso un giochetto, quello di scrivere una banale lettera di incompatibilità per guadagnare altro tempo, e di recapitarla non nelle mani del presidente del Senato Pietro Grasso, i cui uffici sono rimasti sempre aperti, ma alla Giunta“.

Aggiungi un commento