Il fidanzato di Noemi: "L'ho uccisa perché voleva sterminare la mia famiglia"

Il giovane racconta una nuova versione del delitto: avrebbe ucciso la fidanzata perché lei, dice, voleva mettere in atto l'omicidio della famiglia di lui

In un secondo interrogatorio, il fidanzato di Noemi ha raccontato alcuni terribili dettagli sulla morte della ragazza. Il giovane è stato infatti riascoltato dai carabinieri, cercando di dare anche una sua motivazione a un delitto tanto efferato. Il ragazzo ha anche rischiato, ieri sera, il linciaggio dalla folla: è uscito dalla caserma, accompagnato dalle forze dell’ordine, ed appena ha visto i presenti si è rivolto a loro con un urlo sprezzante, scatenando la rabbia della folla. il cordone di carabinieri che c’era tra la folla e il ragazzo è a malapena bastato a permettere che salisse illeso su un mezzo ai carabinieri.

Lui: “Voleva sterminare la mia famiglia”

Parla di un progetto omicida, il fidanzato killer: un piano diabolico messo in piedi dai due fidanzati, sostiene, per uccidere la famiglia di lui. “L’ho ammazzata perché premeva per mettere in atto l’uccisione di tutta la mia famiglia” ha detto il ragazzo: la sua, quindi, sarebbe stata l’azione disperata di un giovane che voleva risparmiare i suoi cari. Racconta che l’avrebbe presa a coltellate, usando proprio il coltello che “Noemi aveva con sé quando è uscita dalla sua abitazione”.

Il giovane si descrive come un ragazzo follemente innamorato di Noemi, pronto anche alla fuga d’amore: “Dopo lo sterminio della mia famiglia, volevamo fuggire a Milano”. Un quadro molto diverso, insomma, da quello dipinto subito dopo la prima confessione del ragazzo, che aveva infatti detto: “L’ho uccisa io. Mi voleva lasciare, descrivendo quindi un delitto passionale, un femminicidio in piena regola.

Una famiglia a pezzi

Il dolore della famiglia di Noemi è palpabile e comprensibile: le loro sono parole di rabbia, perché la furia del giovane, noto come violento e fuori controllo ben prima dell’omicidio, avrebbe forse potuto essere arginata. La sorella di Noemi, arrivata sul luogo del ritrovamento del corpo, ha urlato, davanti a passanti e curiosi accorsi sul luogo: “Lo sapevate tutti e non avete detto niente“.

Il cugino della giovane parla di un rapporto burrascoso, e di violenze continue: “La picchiava. Era possessivo e geloso, non voleva che mia cugina vedesse altre persone, la picchiava”. C’è rammarico e dolore anche nelle parole del nonno della 16enne: “Bisognava allontanarlo prima, bisognava rinchiuderlo in una casa di cura”, dice riferendosi al fidanzato killer. “Penso che il lavoro non l’abbia fatto da solo. Dopo tanti giorni che non avevamo notizie, cose buone non ne potevano venire. Anche il fatto che a casa c’era il suo cellulare non era una cosa buona”. Sul ragazzo, tutti hanno avuto dubbi da subito: “Abbiamo subito avuto sospetti nei confronti del fidanzato”.

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