Bancomat, meno tasse per importi sotto i 5 euro

Importante notizia per i consumatori: la novità arriva dopo le polemiche a seguito dell'introduzione del pos negli esercizi commerciali

Entro la fine del mese di settembre dovrebbe entrare in vigore il decreto che prevede l’obbligo del pos per le attività commerciali e i professionisti. Chi non dovesse essere in regola incorrerà in sanzioni pesanti, anche se c’è chi ancora si mostra recalcitrante nei confronti di una novità così importante. Per molti, infatti, non pagare in contanti una spesa irrisoria, come quella ad esempio di un caffè, sembra quasi assurdo. Per incentivare maggiormente l’utilizzo di bancomat e carta di credito è in arrivo un cambiamento rilevante: le spese sotto i cinque euro avranno costi di commissione più bassi.

Buone notizie per i consumatori

Troppo spesso gli italiani si lamentano per le troppe tasse che sono costretti a pagare. In alcune occasioni arrivano però anche novità positive. È il caso ad esempio della discussa manovra che prevede l’introduzione dei pos in tutti gli esercizi commerciali. Per molti il provvedimento era da considerare favorevole soprattutto per le banche.

Ora, però, non sarà più così. La bozza di decreto legislativo, che sarà esaminata a breve dal Consiglio dei Ministri, prevede infatti una riduzione delle commissioni per i pagamenti con carte di credito e bancomat fino a cinque euro. In base a quanto indicato dall’agenzia Public Policy, il taglio sarà applicato a livello generale. Dal 9 dicembre 2020, infatti, gli istituti potranno applicare una commissione massima dello 0,2% del valore di ogni operazione o di 5 centesimi per ogni pagamento.

Cosa prevede la legge

Il primo governo a parlare di obbligatorietà del pos è stato quello guidato da Mario Monti. La norma relativa è stata introdotta nella legge di stabilità 2016, ma senza parlare di sanzioni specifiche per i trasgressori. Ora, però, la situazione è ben diversa e chi non sarà in regola potrebbe andare incontro a conseguenze spiacevoli. Una misura di questo tipo non è stata comunque finora esente da critiche. Pensare, ad esempio, di pagare un giornale o un caffè con carta di credito o bancomat appare quantomeno “strano”. I ministri, invece, ritengono che il provvedimento possa agevolare chi non è sempre dotato di denaro contante. Prevedere l’utilizzo di questo strumento può inoltre diminuire sensibilmente i casi di evasione. Inevitabilmente di fatto ogni pagamento diventa tracciabile.

Il provvedimento impone però dei costi anche per gli esercenti. L‘acquisto di un terminale ha in media un prezzo intorno ai 60-70 euro. Anche il servizio in sé ha un costo: 24,1 euro per il Pos su linea fissa (collegato, cioè, all’Adsl) e 13,7 euro per quello mobile (gestibile dallo smartphone). Chi dovesse essere sorpreso senza l’apposito strumento rischia una multa fino a 500 euro. A quel punto avrà 30 giorni di tempo per acquistarlo. Entro 60 giorni dovrà informare la Guardia di Finanza della sua installazione. Resta difficile comunque pensare che le polemiche possano placarsi facilmente.

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