Maltempo: Italia soggetta a forti piogge e precipitazioni

Secondo i dati riportati dalla Coldiretti, il mese di settembre porterà sulla nostra penisola innumerevoli piogge, più della media stagionale

Dopo un’estate di siccità prepariamoci ad una forte ondata di piogge che colpirà il nostro Paese per tutto il mese di settembre. A sottolineare l’aumento record delle precipitazioni che colpiranno la nostra penisola, sono i dati Ucea forniti dalla Coldiretti. Secondo i dati rilevati si avrà il 127% di pioggia in più rispetto alla media stagionale.

Maltempo, frane e alluvioni

In questi giorni numerosi incidenti e disagi hanno coinvolto il nostro Paese proprio a causa di alluvioni e disastri dovuti al maltempo. Questo si verifica perché il caldo torrenziale, percepito durante l’estate 2017, porterà in diverse zone della nostra penisola numerose piogge e temporali. Nello specifico: il Centro Italia sarà colpito dal 222% di acqua in più rispetto alla media, il Nord e il Sud, seppur sempre colpiti dal maltempo, avranno rispettivamente una precipitazione del +128% e del +19%.


Secondo la Coldiretti il Centro Italia sarà maggiormente flagellato, in quanto gli episodi di siccità di quest’estate hanno riguardato maggiormente queste zone. I dati hanno rilevato il 41% in meno di precipitazioni rispetto alla media stagionale; solo in Toscana il deficit idrico è stato del 57%.

Il problema principale, prosegue la Coldiretti è che il terreno, in quanto estremamente arido, ha bisogno di assorbire l’acqua, per cui le piogge torrenziali e le alluvioni peggiorerebbero solamente questo dato importante, aggravando ancora di più la situazione.

Il cambiamento climatico e non solo

Questo cambiamento repentino delle perturbazioni e delle precipitazioni è dovuto alla tropicalizzazione del clima che si sta creando nel nostro Paese, causando sempre di più un caldo anomalo nei mesi estivi e non solo. C’è da dire che questo mutamento climatico non riguarda esclusivamente le temperature e i fattori meteorologi, ma anche la coltivabilità del terreno. In Italia, negli ultimi 25 anni, il suolo coltivabile è sceso al 28%.

I cambiamenti agricoli, forestali e climatici sono dovuti alla cementificazione e al degrado ambientale che hanno reso vulnerabile la penisola. Di fatto dal 2016 ad oggi sono stati cancellati 23mila chilometri quadrati di terreno, senza contare che 7 milioni di abitanti vivono in luoghi a rischio frane, alluvioni e smottamenti.

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