Trova foto hard sul telefono della figlia: in realtà sgomina un giro di baby squillo

Quelle foto osé trovate sul WhatsApp della figlia lo hanno messo in allarme: dopo la denuncia viene a galla una realtà inaspettata

Una scoperta che nessun padre vorrebbe fare. La tristissima notizia ci porta in quel di Ancona. Tutto ha avuto inizio quando, ignaro di cosa avrebbe potuto trovare, un papà ha deciso di vagliare il WhatsApp della figlia 17enne. Mai avrebbe potuto pensare che si sarebbe trovato di fronte a proposte indecenti, foto hard: tutto un corredo di dati che lo ha portato a sgominare quello che sembra essere un giro di baby squillo.

Sbircia nel WhatsApp della figlia e trova foto hard

Quelle immagini così osé, al limite dell’hard, avevano subito messo in allarme il padre. Sapeva che quelle fotografie ritraenti la figlia 17enne in atteggiamenti in tutto e per tutto provocatori celavano qualcosa, un giro che mai avrebbe immaginato di scovare. Dapprima, insospettito per quelle foto, ha creduto che la figlia si trovasse al centro di un raggiro mosso da alcuni pedofili. Un pensiero che lo ha angosciato e che lo ha spinto a chiedere aiuto alle forze dell’ordine. Quando sono intervenuti i carabinieri però, dopo i loro controlli, quello che è venuto a galla non poteva essere nemmeno lontanamente sospettato.


Sgominato un giro di baby squillo: 7 indagati

La figlia così come altre ragazzine, tutte di età compresa tra i 14 ed i 17 anni, facevano parte di un giro di “baby squillo” manovrato dall’alto, da adulti consapevoli. Secondo quanto si rinviene dall’indagine le ragazzine sarebbero state spinte ma anche in un certo modo obbligate ad immortalarsi in momenti estremamente intimi, a girare video ritraendosi nude. Tutto dietro un lauto compenso. Infatti dall’altra parte dei telefonini c’era chi, pagando, attendeva desideroso scatti e filmini. Grazie al vaglio dei telefonini delle ragazzine, delle rubriche e della cronologia, sono stati iscritti nel registro degli indagati 7 persone, 5 uomini e 2 donne di età compresa tra i 18 ed i 70 anni. Rimane da chiarire cosa sia davvero accaduto anche se non si può escludere che, al di là del pagamento per immagini e video, non siano state messe in atto proposte volte a consumare atti sessuali completi con le ragazzine sempre dietro ad una lauta ricompensa. Si continua ad indagare dunque ma per ora sulle 7 teste degli indagati gravano le pesanti accuse di sfruttamento ed induzione alla prostituzione minorile.

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