Stranieri percepivano assegni e pensioni Inps: una truffa da 10,3 milioni di euro

Sono ben 479 i casi rilevati di persone che percepivano assegni e pensioni Inps, pur essendo originarie e residenti all'estero

A fine settembre aveva fatto scalpore l’inchiesta della Guardia di Finanza che aveva smascherato la truffa di 370 persone di origine italiana che, residenti all’estero, tornavano periodicamente in Italia per percepire l’assegno sociale Inps. Ora, emerge un nuovo (ma simile) tipo di truffa ai danni dell’Istituto di previdenza sociale: quella di individui originari di altri paesi, con fittizie residenze in Italia, che mensilmente si recavano in Italia per percepire pensioni e assegni sociali. Tale truffa ha avuto ripercussioni consistenti sulle già esigue casse dell’Inps.

Numeri piccoli ma significativi

Per ora, la Guardia di Finanza avrebbe indagato su 39.742 posizioni Inps, tra le quali sarebbero emersi 479 casi di beneficiari irregolari che avevano fittizie residenze sparse in tutta Italia ma che, in verità, sono originari all’estero, dove pure risiedono. In tutto, si parla di una frode all’Inps per 10.3 milioni di euro: un ammontare enorme, dovuto al fatto che gli assegni e le pensioni, seppur non esosi (intorno ai 500 euro) venivano erogati ormai da parecchio tempo. Tra i frodatori si trovano persone di tutti i paesi, ma per la maggior parte di tratta di individui originari dell’Albania, del Marocco, Argentina, Brasile, Tunisia, Ucraina, Cina, Stati Uniti, Perù e Romania.


Una truffa con metodo

Non si trattava di una truffa improvvisata e priva di organizzazione: in alcuni casi, il meccanismo era assolutamente rodato e privo di sbavature. Ad esempio, dalla Romania partivano dei bus che, ogni mese, portavano i beneficiari in Italia a ritirare assegni sociali e pensioni. Alcuni beneficiari portavano avanti la truffa da moltissimo tempo, arrivando ad accumulare piccole ricchezze: pare che una coppia di anziani tunisini sia riuscita ad accumulare ben 120mila euro, e pare averne trasferiti ben 370mila nel Principato di Monaco.

Non sono mancati gli episodi di truffa in accordo con cittadini italiani: una donna polacca, che in passato aveva lavorato in Italia, in accordo con il suo datore di lavoro aveva ritirato illegittimamente ben 50mila euro. I soldi finivano su un conto corrente cointestato con il complice italiano.

Aggiungi un commento