Catalogna: la Spagna invia l'esercito, sale la tensione sull'indipendenza

Madrid ha deciso di inviare due convogli militari in Catalogna. Lunedì è atteso il voto in Parlamento per la dichiarazione unilaterale di indipendenza

Madrid sta mandando l’esercito in Catalogna, come rivela El Confidencial. Il governo spagnolo ha predisposto l’invio di due convogli a Barcellona, ufficialmente solo per fornire appoggio logistico alla Guardia Civil e alla Policía Nacional. Lunedì si riunirà il Parlamento catalano e si aspetta il voto sulla dichiarazione unilaterale di indipendenza dall’esecutivo di Carles Puigdemont.

Rajoy manda l’esercito in Catalogna

I convogli dell’esercito spagnolo sono partiti ieri mattina presto da Saragozza, in rinforzo alle forze di sicurezza statali. Fonti della stampa iberica riferiscono di almeno 20 camion, “forze di occupazione” per gli indipendentisti catalani. La mossa del presidente Rajoy sembra un avvertimento, più che un vero e proprio dispiegamento di truppe in Catalogna, nonostante richiami alla mente foschi scenari.


Naturalmente, per un intervento militare in Catalogna servirebbe un voto e la maggioranza assoluta nel Congresso. Uno scenario improbabile, date le forze politiche che siedono alla Camera bassa. Inoltre, il dispiegamento necessario per prendere il controllo della regione militarmente presupporrebbe un numero di soldati di cui l’esercito spagnolo non dispone. Nonostante ciò, questo è sicuramente interpretabile come l’ennesimo atto di rottura tra Madrid e Barcellona. Lo stesso Puigdemont ha dichiarato che non ci sono contatti tra il suo entourage e l’esecutivo spagnolo per la risoluzione della crisi.

L’articolo 155 della Costituzione

Il governo spagnolo ha al vaglio diverse opzioni prima di quella militare. Da giorni si chiede che Mariano Rajoy applichi l’articolo 155 della Costituzione, che permetterebbe di esautorare i vertici catalani dei loro poteri per preservare l’unità nazionale della Spagna. Il governo, se avesse la maggioranza assoluta al Senato, potrebbe sospendere l’autonomia della regione e sostituirne l’esecutivo. A quel punto entrerebbe in scena il “delegado” del governo spagnolo in Catalogna, Enric Millo.

La presidente del Parlamento catalano, Carme Forcadell, ha dichiarato che applicare l’articolo 155 “Avrebbe un effetto contrario a quello che si cerca” e “amplierebbe lo spazio sovranista“.

I catalani contro il re Felipe

Continua aspra la polemica contro il discorso di re Felipe VI. I catalani sono indignati dal mancato riconoscimento delle violenze della polizia durante le votazioni e dal diniego a mediare da parte del sovrano. Questo ha contribuito ad alienare il popolo della Catalogna rispetto alle istituzioni spagnole. Carles Puigdemont è intervenuto sul discorso dichiarando: “Così, no. Non abbiamo mai ricevuto una risposta positiva da parte dello Stato a nessuna delle proposte di mediazione che abbiamo messo sulla tavola finora“. Secondo il Presidente della Generalitat, il monarca avrebbe “tradito milioni di catalani“.

L’arresto del capo dei Mossos d’Esquadra

Josep Lluis Trapero è stato arrestato con l’accusa di sedizione, dopo la denuncia della Procura generale spagnola. Il capo dei Mossos rischia quasi 10 anni di carcere, per non essere intervenuto durante una manifestazione a Barcellona. Il corpo della polizia catalana è inoltre sotto la lente dei giudici per non aver agito in supporto alla Guardia Civil, per contenere il referendum del primo ottobre. Gli arresti, riportano alcune fonti, continuano anche tra i membri della Generalitat dopo quelli del 20 settembre.

Aggiungi un commento