Catalogna: rischia 15 anni Trapero, il capo dei Mossos d'Esquadra

Trapero, il capo dei Mossos d'Esquadra, è stato accusato di sedizione e interrogato di fronte all'Audencia Nacional. Rischia 15 anni di reclusione

Josep Lluis Trapero, il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, rischia 15 anni di carcere per sedizione. Il poliziotto catalano, eroe degli indipendentisti, è comparso davanti l’Audencia Nacional, il Tribunale nazionale. Non sono stati presi provvedimenti cautelativi nei suoi confronti e Trapero per il momento rimane in libertà.

Trapero: l’eroe degli indipendentisti

Trapero, 52 anni, è il capo dei Mossos, il corpo di sicurezza catalano simbolo dell’autonomia della Regione. È infatti da sempre fuori dal controllo di Madrid, rispondendo direttamente al ministro degli Interni della Catalogna. I Mossos sono uno dei corpi di polizia più antichi d’Europa, fondati nel Diciottesimo secolo, e sono stati aboliti durante il periodo del franchismo. Trapero è ora accusato di sedizione per non aver fatto intervenire i suoi uomini durante le manifestazioni per l’indipendenza precedenti al tumultuoso referendum del primo ottobre.


Insieme a Trapero, sono indagati con l’accusa di voler rovesciare il potere costituito anche la funzionaria dei Mossos, Teresa Planas, e due dirigenti delle maggiori organizzazioni che hanno promosso il referendum. Sono Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, di Anc (Assemblea nazionale catalana) e Omnium Cultural.

Davanti i giudici dell’Audencia

In particolare, Trapero e i Mossos sono sotto indagine per i fatti del 20 e 21 settembre, durante le perquisizioni della Guardia Civil al Ministero dell’Economia di Barcellona. Inoltre, accusano i giudici spagnoli, non sarebbero intervenuti per sgombrare i seggi ed impedire alla gente di votare. I Mossos, anzi, si sarebbero schierati al fianco dei manifestanti indipendentisti.

Josep Lluis Trapero si è presentato all’audizione in divisa, accompagnato da altri due Mossos. Il capo è stato applaudito dai deputati catalani presenti mentre, uscendo dall’Audencia, molti presenti gli hanno urlato “traditore!“. Trapero ha difeso il suo lavoro, presentando diversi documenti che proverebbero che la sua linea d’azione è stata “corretta e necessaria“. Probabilmente comparirà di nuovo davanti i giudici il 16 ottobre.

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