Crac Cirio: definitiva condanna per Geronzi, nuovo processo per Cragnotti

Dopo anni di indagini viene confermata la condanna per Cesare Geronzi. Meglio per Cragnoti, ex numero uno di Cirio, atteso per un nuovo processo

Può dirsi parzialmente chiuso il noto processo che ha accompagnato il crac della Cirio, celeberrimo consorzio italiano. E si conclude al momento tutto così, con una condanna per Cesare Geronzi ed un nuovo processo in vista per Sergio Cragnotti.

Crac Cirio: una condanna e un nuovo processo

In tanti si ricorderanno quel crac da 1,125 miliardi di euro che cancellò tutti i risparmi di oltre 35mila persone, gli investitori della Cirio. Uno dei due grandi scandali italiani in relazione alla bancarotta fraudolenta insieme al caso Parmalat. A distanza di 14 dalla mera apertura delle indagini, arriva la definitiva condanna per Cesare Geronzi, ex presidente della Banca di Roma. Quattro gli anni di carcere che dovrà scontare il banchiere sebbene 3 siano coperti da indulto. Stessa sorte non è toccata invece a Sergio Cragnotti, numero di Cirio nel 1993.


Nuovo processo per Sergio Cragnotti

Per quanto riguarda Cragnotti si parla di Processo d’Appello da rifare. Come si apprende infatti, la Cassazione ha deciso quest’oggi di annullare la condanna per il crac della Cirio in relazione al capo d’accusa più grave (Brombil). Nulla da fare dunque per quella condanna che grava su Cragnotti, da oggi non più in dovere di scontare una pena pari a 8 anni ed 8 mesi. Meno clementi i giudici con il figlio di Cragnotti, Andrea, definitivamente condannato a 2 anni e 4 mesi coperti da indulto.

Il riscatto dei risparmiatori

La sentenza di oggi, sebbene segni un punto d’arrivo pressapoco parziale, è motivo sicuramente di felicità per migliaia e migliaia di investitori che con il crac Cirio videro i propri risparmi volare via per sempre. Come ha spiegato Claudio Coratella, legale dei piccoli risparmiatori: “È una sentenza molto equilibrata ed è il giorno della rivincita morale e materiale per centinaia di migliaia di risparmiatori traditi che hanno perso tutto nel crac Cirio e che oggi ricevono giustizia dallo Stato“.

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