Indipendenza Catalogna: a Barcellona sfilano gli unionisti

Dopo il "Votarem" che si levava da Barcellona la scorsa settimana, oggi, sempre in Catalogna, sfila chi invece dalla Spagna non si vuole dividere

Con il 1 ottobre scorso si è segnato ufficialmente un punto di non ritorno, una svolta epocale per quello che può essere descritto come l’atavico conflitto tra due forti identità, quella spagnola e quella catalana. La Catalogna ha gridato con tutta la sua forza la volontà di rendersi autonoma, indipendente una volta per tutte. Oggi, a quasi 10 giorni di distanza, si scende di nuovo in piazza: le bandiere che si sventolano sono spagnole e si ode un solo grido: “Viva España“.

Un milione per l’unità “No estáis Solos

Non siete soli” si in grida oggi in Spagna, un grido volto ad abbracciare chi non ha sfilato appena una settimana fa per l’indipendenza catalana. Sebbene la maggioranza ottenuta al referendum abbia sancito la volontà catalana di rendersi indipendente dalla madre Spagna, chi non ha intenzione di separarsi c’è e fa sentire la propria voce. Così, in risposta alle manifestazioni indipendentiste della scorsa settimana, arriva la risposta di chi nell’unione ci crede e non ha alcuna intenzione di smettere di reputarsi spagnolo. Particolarmente d’effetto veder oggi sfilare, proprio nella calda Barcellona, tra piazza Urquinaona e la stazione di Francia, circa un milione di unionisti sventolando al vento bandiere spagnole.


Puigdemont in prigione!

La terza legge di Newton spiega come ad ogni azione ne corrisponda un’altra uguale e contraria e quanto accaduto oggi a Barcellona ne è la conferma. Alla concitata manifestazione indipendentista della scorsa settimana ha risposto oggi una folla di oltre 900mila persone. Un forte leitmotiv si leva dalla folla: “Puigdemont in prigione“. Le risposte battono su pochi fuochi principali: l’illegalità del referendum, l’avversione per il presidente catalano Puigdemont e la volontà di rimanere uniti.

Rajoy lapidario, non contempla divisioni in futuro

Ora come ora, in piena crisi politico/sociale tra le più tese e controverse di tutta la storia della democrazia spagnola, si ha chiaro che vige la necessità di trovare una soluzione, la migliore delle soluzioni, e nel minor tempo possibile. Intanto Rajoy confessa di contemplare nemmeno lontanamente la possibilità che la Catalogna diventi indipendente dalla Spagna. “La Spagna non si dividerà e l’unità nazionale sarà garantita. Utilizzeremo a questo fine tutti gli strumenti che la legge ci dà“. E ancora, sempre Rajoy: “Non so se passerò alla storia, ma quel che posso garantire è che l’indipendenza non avverrà“.

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