Daniele Luttazzi, conti sbloccati: assolto dall'accusa di evasione

Il celebre comico era accusato di evasione fiscale: si parlava di pagamenti non effettuati per oltre 140mila euro

Daniele Luttazzi riavrà i suoi soldi: il conto corrente intestato al celebre comico, finora sotto sequestro per via di un’inchiesta della Guardia di Finanza, che aveva portato a un processo a carico di Luttazzi e ad un’accusa di evasione fiscale di oltre 140mila euro. L’attore comico rischiava fino a 18 anni di reclusione, ma il processo si è concluso con un’assoluzione piena.

Conti bloccati

L’accusa nei confronti di Luttazzi era stata formulata dopo che, a seguito di un’ispezione della Guardia di Finanza (avvenuta nel 2013) alla Krassner Entertainment – società che gestisce i diritti d’immagine dell’attore – erano state rilevate delle anomalie. La tesi dell’accusa era che la società in realtà servisse a Luttazzi per nascondere imponenti flussi di denaro. In realtà, nel corso del processo, è stato dimostrato  dai legali dell’attore comico che la società era stata necessaria al professionista dello spettacolo solo dopo che, a causa dell’editto Bulgaro, lo stesso aveva dovuto lavorare con enti teatrali anziché concentrarsi sulla televisione.


Dimostrata la sua innocenza

Per gli avvocati di Daniele Luttazzi è stato facile dimostrare l’innocenza del loro assistito: è bastato fare una misura dei pagamenti che la società ha effettuato al fisco, per verificare che i versamenti fossero stati fatti. Nell’udienza di ieri per il Giudice è stato immediato il riscontro dell’esattezza dei pagamenti e, di conseguenza, la caduta dei capi d’accusa: Daniele Luttazzi è stato assolto con formula piena e il suo conto è stato dissequestrato.

Luttazzi, dalla comicità all’editto bulgaro

Forse non molti sanno che Luttazzi nasce come laureato in medicina: proprio mentre aspettava la pubblicazione di un bando come ricercatore in immunologia, si mise a scrivere monologhi comici. Successivamente divenne opinionista comico al Maurizio Costanzo Show: la sua è una carriera principalmente televisiva, ma nel frattempo lavora anche con la radio e pubblica libri comici e satirici.

La fama internazionale arriva nel 2001, con il programma Satyricon e una puntata, in particolare, durante la quale ospita Marco Travaglio, che presenta il suo libro L’odore dei soldi, cronaca delle origini dell’impero Berlusconiano. Un anno dopo, arriverà l’editto bulgaro: durante una visita in Bulgaria, infatti, l’allora premier Silvio Berlusconi giudicò il programma di Luttazzi, insieme a quello del giornalista Enzo Biagi (Il Fatto) e quello di Michele Santoro (Sciuscià) come autori di un “uso criminoso della tv di Stato”.

Mentre Santoro e Biagi tornarono in televisione (Biagi lo fece dopo ben 5 anni, nell’aprile 2007, e morì solo 2 mesi dopo), Luttazzi non è più tornato in televisione: ha aperto un blog, e si è dedicato al teatro.

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