Stefano Cucchi, i giudici di Cassazione chiedono un nuovo processo per i medici

Lo scorso aprile una nuova sentenza di Cassazione ha annullato l'assoluzione dei 5 medici imputati nell'appello-bis: ora sono state diffuse le motivazioni

Sono state pubblicate le motivazioni inerenti la sentenza emanata lo scorso aprile dalla Corte di Cassazione, e con la quale quest’ultima ha annullato l’assoluzione dei 5 medici imputati in appello-bis nel caso Cucchi. La sentenza d’appello, infatti, aveva dichiarato i 5 medici non colpevoli dichiarando che “il fatto non sussiste”. La sentenza di aprile annulla tale decisione e rimanda a un nuovo rinvio a giudizio.

Documento ufficiale motivazioni di sentenza

Cucchi, morto “di fame e di sete”

Secondo la sentenza dello scorso aprile, il primo errore avvenne nel momento in cui tra il 2015 e il 2016 la corte dell’appello-bis si concentrò, erroneamente, impiegando “la propria scienza privata”, nel produrre una decisione che risulta ora essere basata su una “motivazione per contraddittorietà e illogicità”. Riprendendo la sentenza del 2016 che assolse i medici, la decisione dello scorso aprile dichiara: “In sintesi, la sentenza impugnata identifica la causa della morte nella sindrome di inanizione: Stefano Cucchi è morto di fame e di sete”. Stefano Cucchi sarebbe morto perché privatosi del nutrimento, e sono state ignorate tutte le altre concause, compreso l’atteggiamento dei medici.


In sintesi, ciò che l’attuale seconda sentenza di cassazione riscontra è che se da un lato la precedente sentenza che assolse i medici nel 2016 stigmatizza “le numerose e gravi condotte dei magistrati” e quindi considera sbagliati  i giudizi dati in precedenza, dall’altro lato “si è discostata dalle conclusioni peritali per quello che concerne il giudizio controfattuale” e così di conseguenza “assolvendo tutti gli imputati per insussistenza del fatto”.

La sentenza di aprile riprende poi la sentenza precedente di Cassazione, quella che aveva dato il via all’appello bis, spiegando come si rilevasse nel corso del processo una “diversa incidenza delle risultanze peritali, rispetto a quelle dei consulenti di parte”. Ora si fa presente inoltre un fatto fondamentale: che la sentenza d’appello bis del 2015 non da una risposta alle dichiarazioni del primo giudice del processo Cucchi e dai periti, che “avevano evidenziato (…) che le condizioni generali di Stefano Cucchi erano sempre state sottovalutate e che gli esami diagnostici erano disposti in modo automatico e routinario, senza una finalità precisa e quasi con disinteresse”. Non c’è, nella sentenza di assoluzione del 2016, una risposta a tali affermazioni, e gli avvocati a difesa degli imputati “non sono mai stati in grado di dedurre argomenti di segno contrario”, specificando come il “disinteresse” sia sfociato in “accertamenti e terapie inidonei”.

Ilaria Cucchi: “I giochi sono finiti”

Se da un lato si aspetta l’inizio – inizialmente previsto per il prossimo 13 ottobre- di un nuovo processo, nato dall’inchiesta-bis, che vede imputati 5 carabinieri, dall’altra si attende l’avvio di un nuovo processo a carico dei medici, le cui assoluzioni sono state annullate dalla sentenza di cassazione di aprile.



Ilaria Cucchi, in occasione della pubblicazione delle motivazioni di sentenza, ha voluto ricordare un’altra volta il fratello sulla sua pagina Facebook, ribadendo la costante determinazione della famiglia Cucchi ad arrivare fino in fondo: “Stefano mio, sei morto come un ultimo tra gli ultimi e forse proprio per questo i responsabili hanno creduto per anni di poterla fare franca. Ma i giochi sono finiti e loro lo sanno. GAME OVER”.

TUTTI GLI ARTICOLI SUL CASO CUCCHI

Aggiungi un commento